Martedì 11 Ottobre 2016 - 07:00

Referendum, Renzi a minoranza dem: Se non si fidano, votino no

L'intervento del presidente del Consiglio durante la puntata di 'Politics': Votano i cittadini, non le correnti di partito

Referendum, Renzi lancia la sfida alla minoranza dem: Se non si fidano, votino no

 "Se la minoranza non si fida, voti 'no'". Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha espresso la sua posizione sul referendum costituzionale del 4 dicembre, intervistato a 'Politics' su Rai3. "Penso sia un po' contraddittorio votare 'sì' in Parlamento e poi votare 'no' al referendum, ma penso anche che un cittadino a casa sia capace di farsi un'idea della propria testa. Non votano le correnti. Si decide in base al quesito, la stragrande maggioranza del Partito democratico voterà 'sì', alcuni hanno dubbi, io rispetto tutti. Io, da segretario, ho cercato di tenere tutti insieme, poi c'è la libertà di ciascuno", ha aggiunto il premier.

CACCIARE BERSANI? "OVVIAMENTE NO".  "Ovviamente no". Così Renzi ha risposto a chi gli domandava se avesse intenzione di espellere Pier Luigi Bersani dopo il suo 'no' al referendum.E a proposito della futura guida del Pd ha annunciato: "Entro l'8 dicembre 2017 ci sarà il nuovo congresso".

"DUE CAMERE COME DUE ASSEMBLEE DI CONDOMINIO". "Siamo l'unico Paese - ha ironizzato Renzi - ad avere due fiducie. Con due fiducie rischi di mandare più facilmente a casa il governo. Con questa riforma chi vince ha la possibilità di rendere conto a una sola Camera. Altrimenti è come se aveste due assemblee di condominio: fatta una, devi passare all'altra dove c'è la signora che ha cambiato idea perché bisogna sempre cambiare idea". 

"ASSOLUZIONE MARINO? E' UN BENE". "Dare delle scuse? Prego? Marino si è dimesso lui, poi ha ritirato le dimissioni e a quel punto i consiglieri del Pd hanno ritirato la fiducia. Un sindaco si giudica su come si tengono le strade, i rifiuti. Io lo so: è più difficile fare il sindaco che il primo cittadino". Così il premier si è espresso sull'assoluzione dell'ex sindaco di Roma Ignazio Marino. "Il fatto che Marino sia stato assolto è un bene: vale per Errani, Cota, vale per tutti. Noi non siamo giustizialisti". "Il problema su Marino, non erano gli scontrini, ma gli autobus e le buche, così hanno detto i romani", ha spiegato.
 

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