Domenica 01 Ottobre 2017 - 20:15

Referendum Catalogna, Guardia Civil usa la forza: 761 feriti, anche 11 agenti

La polizia nazionale sfonda ingressi e sequestra le urne

Scontri tra polizia e Guardia Civil davanti ai seggi per il Referendum Catalogna

Tensione, scontri e violenze nella giornata del referendum sull'indipendenza della Catalogna. Secondo quanto riferito dalla Generalitat regionale, è salito a 761 il bilancio dei feriti. Le due persone in condizioni più gravi sono un uomo colpito ad un occhio da un proiettile di gomma e un 70enne che ha avuto un infarto durante le cariche della polizia.
Ci sono anche 11 agenti feriti tra poliziotti e guardie nazionali. Un uomo è stato fermato a Barcellona per resistenza a pubblico ufficiale. Hanno fatto il giro del mondo le immagini di persone di ogni età trascinate via, di donne anziane sanguinanti per i colpi ricevuti e dei proiettili di gomma sparati dagli agenti sulla folla.

"I catalani sono stati ingannati e chiamati a partecipare a una mobilitazione illegale. Mi spiace per la frustrazione di queste persone, ma le richieste politiche non possono venire dalla rottura della legalità. Voglio dire a tutta la Spagna che la maggior parte dei catalani non ha partecipato alla sceneggiata degli indipendentisti e ha ignorato la convocazione alle urne. Hanno saputo mettersi dalla parte della democrazia. Voglio ringraziare quest persone", ha detto in conferenza stampa il premier spagnolo Mariano Rajoy.

"Oggi non c'è stato un referendum in Catalogna, oggi tutti gli spagnoli hanno constatato che lo Stato di diritto mantiene la sua forza e agisce contro chi vuole sovvertirlo e contro qualsiasi provocazione". 

FILE AI SEGGI DALL'ALBA Dalle cinque di mattina, migliaia di persone si sono messe in fila in tutta la Catalogna di fronte alle porte dei seggi. L'obiettivo era quello di impedire alle polizia regionale, i Mossos d'Esquadra, di adempiere all'ordine di sigillare i seggi e sequestrare le urne e le schede elettorali. In ritardo rispetto al previsto, gli agenti si sono presentati ai seggi, ma nella maggior parte dei casi si sono limitati a prendere atto della situazione e ritirarsi, spesso tra gli applausi della folla.

Alle 8 di mattina, un'ora prima dell'apertura ufficiale dei seggi, il portavoce del governo della Generalitat, Jordi Turull, ha annunciato a sorpresa un cambio del sistema di voto. Il nuovo metodo dà la possibilità ai cittadini di votare in tutti i seggi aperti. Il portavoce ha spiegato che, per garantire che nessuno potesse votare più volte in diversi seggi, è stato implementato il sistema di controllo informatico. Più tardi, però, le connessioni internet sono cadute in molti collegi elettorali. Attorno alle 9, all'avvio delle operazioni di voto, la polizia nazionale e la guardia civile sono intervenute in vari seggi in tutta la ragione. In molti casi gli agenti hanno usato la forza per sgomberare chi cercava di resistere, utilizzando anche manganelli e proiettili di gomma e causando decine di feriti.

IL BILANCIO DEI FERITI Secondo quanto riferito dalla Generalitat regionale i feriti sono 761.

Nel seggio di Sant Julià de Ramis, dove il presidente catalano Carles Puigdemont avrebbe dovuto votare, gli agenti hanno sfondato le porte e sequestrato le schede e le urne. Il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, è riuscito comunque a votare alle 10 del mattino a Cornellà de Terri. Hanno votato anche il vicepresidente del governo, Oriol Junqueras, e il presidente del Parlamento, Carme Forcadell. "C'è stata una violenza irresponsabile e non giustificata. I catalani volevano votare pacificamente e democraticamente", ha dichiarato Puigdemont, che ha parlato di "una vergogna che accompagnerà per sempre l'immagine dello Stato spagnolo". La Generalitat ha assicurato che il 73% delle stazioni elettorali sono aperte, anche se in poche località è stato possibile votare normalmente a causa del blocco alla connessione.

Durante gli scontri anche 9 poliziotti e 2 guardie civili sono rimasti feriti in modo lieve. Il ministro dell'Interno, Juan Ignacio Zoido, ha spiegato che gli agenti hanno "neutralizzato" circa 70 stazioni elettorali e ha assicurato che le loro azioni sono state "proporzionate".

L'account Twitter del ministero ha diffuso un video che mostra agenti della guardia civile aggrediti a sassate da una ventina di persone a Tarragona.

Continúa la violencia contra los agentes. @guardiacivil se retira expeditivamente bajo una lluvia de piedras lanzadas en grupo#EstamosporTI pic.twitter.com/wQsL5hMsL1

BRACCIO DI FERRO BARCELLONA MADRID. Durante tutta la giornata non si è mai fermato lo scambio reciproco di accuse tra il governo nazionale di Madrid e il governo catalano. "Chiedo che il governo della Generalitat della Catalogna smetta di comportarsi in modo irresponsabile", ha dichiarato in conferenza stampa Soraya Saenz de Santamaria, vicepresidente del governo spagnolo. "Continuare questa farsa non ha senso e non porterà a nessun risultato. Loro possono mettere fine a questa situazione", ha aggiunto.

Anche il prefetto della Catalogna, Enric Millo, "fermare" la "farsa" e ha detto che nei prossimi giorni "più di uno dei responsabili che hanno provocato questa situazione dovrebbe considerare le dimissioni". Dall'altra parte il portavoce della Generalitat, Jordi Turull, ha detto di considerare "il presidente del governo Mariano Rajoy e il ministro degli Interni Juan Ignacio Zoldo" responsabili "di quello che sta succedendo in Catalogna" e ha chiesto le dimissioni del prefetto. La procura ha intanto annunciato un'inchiesta sull'operato dei Mossos d'Esquadra, che non sono intervenuti in un primo momento.  

BARCELLONA-LAS PALMAS A PORTE CHIUSE. La partita tra Barcellona e Las Palmas valida per la settima giornata della Liga verrà disputata, ma a porte chiuse. Lo annuncia in una nota il club catalano. Il regolare svolgimento della gara era stato messo in dubbio in queste ore a causa dei disordini scoppiati oggi in Catalogna nel giorno del voto per il referendum d'indipendenza dalla Spagna.

L'ex capitano dei blaugranada, Carles Puyol, sostiene il referendum su Twitter: "Votare è democrazia!". Ancora più diretto Xavi, centrocampista catalano, ex capitano e bandiera del Barcellona. "Quello che sta succedendo in Catalogna è una vergogna", dice in un video commentando gli scontri tra polizia e manifestanti. "È inammissibile che in un Paese democratico la gente non possa votare".

"Ho già votato. Insieme siamo inarrestabili nel difendere la democrazia". Con queste parole e una foto che lo ritrae al seggio elettorale, il difensore del Barcellona Gerard Pique ha annunciato di aver votato. Nei giorni scorsi Pique si era schierato apertamente a favore del referendum, ricevendo però la critica del collega di nazionale e difensore del Real Madrid Sergio Ramos.

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