Mercoledì 23 Novembre 2016 - 15:15

Referendum, 27 novembre a Roma concertone degli artisti per il No

Manifestazione popolare di piazza contro la riforma costituzionale

Referendum, 27 novembre concertone a Roma degli artisti per il No

Domenica 27 novembre il popolo del No si dà appuntamento in piazza a Roma con una grande manifestazione nazionale alle 14 da piazza della Repubblica fino a piazza del Popolo, con un concertone degli artisti per il No al referendum costituzionale. Parteciperanno Andrea Rivera, Pierpaolo Capovilla, i 99 Posse, The Bluebeaters, Jovine,  gli Assalti Frontali, Mau Mau, Daniele Sepe, Michele Riondino, Claver Gold, Iceone e Don Diegoh, Rugantino e Rasta Blanco de 'Radici nel Cemento', Kento, O’Rom, Oyoshe & The wazers, Nadar Solo, Chop Chop Band, E’Zezi, Pepp-Oh & The BabeBand, Inna Cantina con la presentazione di Lampa Dread. In prima fila ci saranno il Comitato romano per il No alla riforma costituzionale, i movimenti ambientali e contro le grandi opere (No tav, No grandi navi, Trivelle zero, Stop biocidio), gli studenti per il No, movimenti per la casa.

“Per la prima volta in questa lunga campagna referendaria il popolo del No prende parola - spiegano gli organizzatori -, Renzi fa finta che il No sia un’accozzaglia di vecchi parrucconi e riciclati della politica. Siamo stati nei mercati, nelle scuole e nei centri impiego a fare campagna, dietro questo No c’è tanto altro. Il 27 in piazza a Roma ci saranno tutte queste voci che non sono ancora emerse in questo dibattito referendario. Questo referendum non è del cambiamento del Sì contro la conservazione del No, ma degli interessi dei poteri forti contro quelli dei tanti: dei 5 milioni di persone in soglia di povertà, dei senza casa, dei risparmiatori truffati, dei giovani che scappano dall’Italia”.

“Scendiamo in piazza il 27 e votiamo No - è l'appello del comitato No grandi navi di Venezia – per tutelare i nostri territori che da anni subiscono politiche scellerate di sfruttamento. Questa riforma del titolo V serve solo ad accentrare il potere nelle mani del governo e privare i territori di decisionalità. A cosa serve la clausola di supremazia statale? Solo a costruire inceneritori, grandi opere, trivellazioni invise alla popolazione”.

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  • redazione web
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