Lunedì 29 Febbraio 2016 - 19:15

Real Time, Corsi: Sono Cupido moderno ma non faccio miracoli

Intervista a Gabriele Corsi del Trio Medusa dopo il successo di 'Take me out', primo programma in solitaria

Gabriele Corsi del Trio Medusa conduttore di 'Take me out' su Real Time

A 'Take me out', il programma che conduce con successo su Real Time - si parla di picchi di 650mila telespettatori a puntata -, veste i panni di un simpatico e irriverente 'Cupido'. Gabriele Corsi, attore e membro del Trio Medusa, per la sua prima conduzione in 'solitaria' di un programma in tv ha scelto un dating show con delle regole molto precise: in ogni puntata, un giovane single cerca di fare colpo su un gruppo di 30 donne presenti in studio, attraverso una serie di prove a eliminazione progressiva. Se alla fine della puntata riesce a convincere almeno una di loro a sceglierlo, i due potranno uscire insieme. In pochissimo tempo 'Take me out' è diventato uno dei programmi più seguiti di Real Time (canale 31 DTT), tanto da essere 'promosso' in prima serata ogni martedì dall'1 marzo: da domani il programma diventa 'Take me out - Party Night' e andrà in onda alle 21.10. Un successo enorme che ha piacevolmente stupito lo stesso Corsi.

'Take me out - Party Night' è appena stato promosso in prima serata, un successo prevedibile?

No, è stata una vera sorpresa. Ovviamente speravo che andasse bene, per me e per le persone che lavorano con me, come la produzione e gli autori, ma anche per le ragazze presenti in trasmissione. Ci siamo tutti fatti, come si suol dire, 'un mazzo così': a volte abbiamo registrato anche tre puntate in contemporanea, e finora in studio a 'Take me out' si sono alternate ben 250 fanciulle. Il successo della trasmissione è riconducibile anche a loro: sono davvero le ragazze della porta accanto, quelle che puoi incontrare al pub il venerdì sera. C'è la portinaia, l'archeologa, la maestra elementare, la camionista... Tutte persone normali con professioni normali. Oggi ero ospite da Alessandro Cattelan a Radio Deejay e parlavamo proprio di questo, del fatto che non abbiamo assolutamente voluto le classiche 'bellone'. All'inizio nessuno ci credeva, ma questa si è rivelata una scelta vincente.

I dati di ascolto vi hanno dato ragione.

Assolutamente sì. Anche per Real Time è stata una scommessa grossa, perché mantenere alti gli ascolti con un programma quotidiano è tosto. Abbiamo fatto il 2% di media alla prima edizione, un dato clamoroso. Anche durante la settimana di Sanremo, noi di Real Time siamo andati dritti e non abbiamo cambiato la programmazione: io odio gli spostamenti, sono una mancanza di rispetto nei confronti del pubblico.

Tu sembri davvero coinvolto dalle vicende dei ragazzi: gioisci per loro quando vengono scelti e ti dispiace se non ottengono riscontri dalle fanciulle in studio.

E' vero, sono davvero coinvolto dalle loro vicende, rido e piango con loro. Ricordo quando è andata via Silvia, una ragazza di Roma che aveva anche una storia personale difficile: lei, proprio come tante altre, ha dato molto al programma e quando ci ha salutati mi sono commosso. Non volevo che il pubblico a casa lo notasse, ma poi l'autore Giovanni (Todescan, ndr) mi ha convinto a mettere anche le mie lacrime nel montaggio. Mi ha detto: 'Si capisce che ci metti il cuore, cosa che non capita quasi mai in tv'. E aveva ragione: nei commenti su Twitter, molti utenti hanno detto che era una scena delicata, che si vedeva che era vera e non fatta per aumentare gli ascolti.

Però, oltre alla commozione, sembri divertirti un sacco insieme a loro...

E' così. Io spesso mi sento come il piazzista che deve vendere l'articolo: parteggio per il single di turno, ma a volte anche a me tocca chiedere aiuto!

In che senso?

Per esempio, una volta si è presentato in studio un single che aveva ancora appese in camera le foto della sua ex fidanzata. Ragazzi, lo dico una volta per tutte: vi aiuto, ma miracoli non ne posso fare!

Proseguirà il programma in futuro?

Sì, faremo altre edizioni, ma per ora ci godiamo la versione 'Take me out - Party night'.

Hai 30 ragazze fisse in studio e diversi single che si propongono loro ogni giorno: che idea ti sei fatto delle ragazze e dei ragazzi di oggi?

Mi sono fatto un'idea che è solo una conferma: le donne sono molto più decise e lucide dei loro coetanei, sanno molto meglio quello che vogliono. Ma spezzo una lancia anche a favore dei maschietti: mi ha sorpreso molto che i ragazzi non abbiano quasi mai fatto scelte scontate. Ovvero: se si trovavano a dover scegliere tra una ragazza molto carina e una meno avvenente ma più simpatica, sceglievano la seconda. Certo, non si aspettavano di convolare a nozze, ma anche per una semplice cena la cosa più importante per loro era la simpatia.

Hai qualche anno in più dei ragazzi che si propongono in trasmissione, che consiglio daresti a chi tra loro vuole approcciare una ragazza?

Per l'esperienza che ho io, direi di non seguire i miei consigli. Scherzi a parte, vince sempre l'essere se stessi, perché il bluff ha le gambe corte. Chiaramente se uno vuole fare colpo cerca di mostrarsi al meglio, ma alla lunga vince quello che sei veramente. Il mio caso lo dimostra: io sono felicemente sposato da 13 anni con donna che ha un'enorme pazienza. Quando le persone le chiedono come ha fatto a sposare un matto come me, lei risponde sempre: 'L'ho sposato proprio per quello'. Io non avrei mai potuto fingere di essere diverso da ciò che sono e per fortuna ho trovato una pazza che voleva un uomo che la facesse ridere.

Un matrimonio felice e due figli, Margherita e Leonardo. Loro ti seguono in tv?

I miei figli, che hanno 12 e 9 anni, sono miei spettatori fissi. Non hanno mai seguito qualcosa con così tanta fedeltà. Parlano sempre di me, mi raccontano che i loro compagni chiedono spesso il mio autografo. Prima quando qualcuno chiedeva loro di me, i miei figli provavano pudore e vergogna, ora invece dicono a tutti che sono il loro papà.

Che cosa ti fa più paura del mondo che affronteranno i tuoi ragazzi?

Quando hai figli hai tantissime paure, soprattutto ti spaventa la cattiveria gratuita, la violenza non comprensibile. E' vero che ogni forma di violenza è difficile da giustificare, ma ce ne sono alcune proprio senza senso. E poi temo il fatto che, un giorno, i miei figli possano subire del bullismo. Gli scherzi ci sono sempre stati, ma quello che un tempo era un quarto d'ora di prese in giro a scuola oggi sono diventate 24 ore di insulti ininterrotti anche sui social: difficile da tollerare anche per chi è più forte e strutturato.

Scritto da 
  • Chiara Dalla Tomasina
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