Mercoledì 05 Aprile 2017 - 15:45

Onu chiede indagine su raid a Idlib. Siria accusa Occidente

Secondo Mosca, le armi chimiche sarebbero fuoriuscite da un deposito degli oppositori del regime di Assad

Sospetto attacco chimico a Idlib: strage di bambini

"Credo sia necessaria una indagine molto chiara, per eliminare tutti i dubbi, e una responsabilità sulla base dei risultati di questa indagine". Queste le parole del segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres, in riferimento all'attacco che sarebbe stato condotto nel nord della Siria con armi chimiche, che ha ucciso almeno 72 persone, di cui 20 bambini. Secondo Guterres, questo attacco dimostra che "sfortunatamente i crimini di guerra in Siria continuano", e che continua a "essere violata frequentemente la legge umanitaria". 

SIRIA ACCUSA OCCIDENTE PER ATTACCO. Intanto la Siria nega nuovamente ogni responsabilità nell'attacco chimico e lo attribuisce ai gruppi terroristi e a Regno Unito, Francia, Turchia, e Arabia Saudita. Ad affermarlo è stato il vice ministro degli Esteri di Damasco, Fayssal Mikdad, in un'intervista alla tv al-Mayadeen, ripresa dall'agenzia di stato siriana Sana. Mikdad ha chiesto alla comunità internazionale di perseguire i veri responsabili dell'attacco, affermando che la conferenza di oggi a Bruxelles sarà usata per confezionare accuse contro il suo Paese. "Condanniamo con forza questi attacchi contro il nostro popolo da parte delle organizzazioni terroristiche e dei loro sostenitroi, in particolare i regimi turco e saudita", ha detto Mikdad.

RUSSIA RESPINGE RISOLUZIONE. La Russia ha respinto la risoluzione che Francia, Stati Uniti e Regno Unito hanno stilato in vista della riunione odierna del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. Per Mosca è "inaccettabile" e sottolinea come la contaminazione con sostanze chimiche nella cittadina siriana di Khan Sheikhoun sia stata la conseguenza di un raid aereo delle forze governative su un deposito di armi chimiche dei ribelli.

RIBELLI CONTRO MOSCA. Nel frattempo il comandante dell'Esercito libero di Idlib, Hasan Haj Ali, ha smentito la dichiarazione russa secondo cui i gas sarebbero fuoriusciti da un deposito di armi chimiche dei ribelli colpito da un raid aereo governativo. "Tutti hanno visto l'aereo mentre bombardava con il gas", ha dichiarato il leader della coalizione di gruppi armati affiliata all'Esercito siriano libero. "Allo stesso modo, tutti i civili nell'area sanno che non ci sono postazioni militari laggiù, né luoghi per la produzione di armi. Le varie fazioni dell'opposizione non sono in grado di produrre quelle sostanze", ha aggiunto.

TURCHIA: ATTACCO CONDOTTO CON ARMI CHIMICHE. Secondo la Turchia inoltre non ci sono dubbi che l'attacco sia stato condotto con armi chimiche. Lo ha dichiarato il ministro della Salute di Ankara, Recep Akdag, spiegando che circa 30 persone sono state portate oltre il confine siriano negli ospedali turchi a seguito degli attacchi, perché fossero curate. 

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