Giovedì 04 Agosto 2016 - 20:30

Rai, Cda approva nomine. Ma scoppia la lite nel Pd

Gotor e Fornaro abbandonano la Vigilanza. Al pacchetto Dall'Orto arriva il 'no' dei 3 consiglieri di opposizione

Rai, Cda approva nomine Tg: Mazzà al Tg3, Colucci al Tg2

Tutto come preannunciato. Il Cda della Rai approva a maggioranza, con 6 favorevoli e 3 contrari (Freccero, Mazzuca e Diaconale) il pacchetto di nomine presentato dal direttore generale Antonio Campo Dall'Orto alle direzioni dei Tg e il Partito democratico si spacca.
 

Il direttore generale aveva proposto al Consiglio di amministrazione le nomine di 4 nuovi direttori per le testate giornalistiche di Tg2, Tg3, Giornale Radio e Rai Parlamento confermando gli attuali direttori di Tg1 e Tgr. Le proposte del direttore generale, si legge in una nota Rai, sono state elaborate valorizzando le risorse interne,premiando il merito e le competenze, anche per i risultati ottenuti, attuando pienamente le pari opportunità, scegliendo profili che garantiscono autonomia, equilibrio e corrispondenti alla costante implementazione del Progetto informazione Rai.

 

Tg1 - Confermato Mario Orfeo. Per gli eccellenti risultati ottenuti in termini di ascolto e di recupero della credibilità del più importante telegiornale del Paese. Sotto la guida di Orfeo il Tg1 è tornato ad essere il telegiornale di tutti gli italiani, la fonte di informazione più importante per gli italiani, per storia e per i numeri che può vantare.

Tg2 -  Alla guida del Tg2 viene chiamata Ida Colucci. Da 14 anni in forza al telegiornale della seconda rete, nella sua carriera la Colucci ha dato sempre prova di grande equilibrio e altaprofessionalità, qualità che le sono valse nel 2009 la carica di vicedirettore della testata giornalistica.

Tg3 -  Alla guida del Tg3 viene chiamato Luca Mazzà, attuale vicedirettore di Rai Parlamento, che torna nella redazione dove aveva ricoperto il ruolo di caporedattore economico. La sua carriera in Rai è costellata di incarichi e di ruoli apicali in diverse testate, a dimostrazione di duttilità e di competenze molto variegate che gli sono valse nel 2013anche la nomina a vicedirettore di Rai3.

Giornale Radio - Alla guida del Gr viene chiamato Andrea Montanari che torna così alla radio, proprio nella redazione in cui ha cominciato la sua carriera in Rai. Giornalista politico di lungo corso del Tg1, redazione in cui ha ricoperto diversi incarichi dirigenziali fino a diventarnevicedirettore, a Montanari vengono da sempre universalmente riconosciute eccellenti competenze e grandi capacità organizzative.

TgR -  Alla Testata giornalistica regionale viene confermato Vincenzo Morgante, che guida la Tgr dal 2013. Da sempre attento conoscitore dell'informazione legata ai territori, con la sua direzione i telegiornali regionali hanno raggiunto in termini di ascolti e di autorevolezza ottimi risultati, anche sul piano della digitalizzazione delle redazioni.

Rai Parlamento - A guidare la testata parlamentare della Rai viene chiamata Nicoletta Manzione. In Rai da oltre 25 anni, Manzione ha svolto prevalentemente la sua carriera occupandosi di Esteri, settore in cui ha ricoperto la carica di caporedattore al Tg1 fino a diventare attuale Responsabile dell'ufficio di corrispondenza di Berlino nel 2014.

STRISCIA DI BERLINGUER. Trovato l'accordo tra Bianca Berlinguer e i vertici Rai. L'ex direttore del Tg3, secondo quanto sia apprende condurrà uno spazio pomeridiano di approfondimento su Rai3 dalle 18.30 alle 19 dal lunedì al venerdì e a febbraio due seconde serate a settimana. La Berlinguer avrà carta bianca in merito alla squadra che l'accompagnerà in questa nuova sfida e potrà anche collaborare con il progetto di Michele Santoro.

 

GOTOR E FORNARO LASCIANO VIGILANZA. "Il consiglio di amministrazione della Rai di oggi, su proposta del direttore generale, come era stato ampiamente anticipato nei giorni scorsi, ha ufficializzato le nuove nomine dei direttori dei telegiornali. Una decisione assunta in assenza di un nuovo progetto sull'informazione dell'azienda, come chiaramente emerso nella riunione della Commissione di Vigilanza Rai di ieri sera, e che risponde unicamente a logiche di occupazione governativa del servizio pubblico, in forme per molti versi inedite e in contrasto con il principio costituzionale del pluralismo culturale e politico". Lo dichiarano i senatori della minoranza Pd Miguel Gotor e Federico Fornaro, annunciando le loro dimissioni dalla Vigilanza Rai.

"Si sono purtroppo confermate le nostre preoccupazioni già sollevate in occasione della nomina dei vertici Rai dello scorso agosto. La nostra richiesta di ieri di rinviare le nomine dei nuovi direttori dei Tg, fermo restando le prerogative del direttore generale, a dopo la discussione e l'approvazione di un nuovo piano sull'informazione della Rai, non è stata messa ai voti, in modo pilatesco e burocratico, dal presidente della Commissione Roberto Fico. La nostra richiesta rispondeva all'esigenza di rispettare i ruoli di tutti i soggetti (Consiglio di amministrazione, direttore generale e Commissione di vigilanza), mentre è del tutto evidente che le nomine dei nuovi direttori generali rispondono a una logica di normalizzazione dell'informazione pubblica, alla vigilia di importanti scadenze politiche e istituzionali e nulla hanno a che vedere con il progetto di una 'nuova Rai' promesso dal Pd e dall'attuale governo e oggi platealmente disatteso. In realtà, siamo di fronte a pratiche e a logiche di una gravità tale da evocare il tema della questione morale di Enrico Berlinguer, quando, nel 1981, denunciava l'occupazione da parte dei partiti di governo delle principali istituzioni dello Stato, Rai compresa".

"Le nomine sono state fatte in modo non trasparente penalizzando competenze e professionalità interne, come ad esempio nel caso di una giornalista autorevole quale Bianca Berlinguer, senza che emergano un profilo e una visione di un moderno servizio pubblico. Il Partito democratico non è nato per riprodurre i vizi del passato, ma per cambiare l'Italia e, convinti che un altro Pd sia possibile, ci dissociamo da uno stile e da un costume politico che non ci appartiene e coerentemente rassegniamo le nostre dimissioni dalla Commissione di vigilanza Rai".

BILANCIO 2016. In seno al Consiglio il Cfo Raffaele Agrusti ha poi presentato l'avanzamento dei risultati economici aziendali. Così come programmato, l'esercizio 2016 si chiuderà in pareggio grazie a ricavi e costi in linea con le previsioni di budget, un risultato importante che consegue l'obiettivo strategico prefissato di  salvaguardia del patrimonio, dopo numerosi anni chiusi con perdite di esercizio, ancora più significativo in considerazione del fatto che il 2016 peraltro (come tutti gli anni pari) è stato interessato da ingenti investimenti in dirittisportivi (Olimpiadi e Campionati europei di calcio) pari a 144 milioni. Agrusti ha infine spiegato come stia proseguendo l'attività di investimento sia sul fronte dell'aggiornamento tecnologico dell'azienda, che su quello del prodotto (circa 520 milioni: 218 per la fiction, 18 per i cartoni, 280 per il cinema).

Bianca Berlinguer
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  • redazione web
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