Lunedì 07 Agosto 2017 - 13:30

Ragusa, appiccavano incendi per soldi: arrestati 15 pompieri

Sono indagati per truffa ai danni dello Stato. Intanto prosegue l'emergenza al centro-sud: in fiamme Gran Sasso e Terminillo

Ragusa, appiccavano incendi per percepire compensi: arrestati 15 pompieri volontari

La polizia di Stato di Ragusa ha disarticolato un gruppo criminale composto da 15 volontari dei vigili del fuoco, del distaccamento di Santa Croce Camerina, che appiccava incendi e simulava richieste di soccorso al fine di percepire ingiuste somme di denaro dallo Stato. Gli stessi guadagnavano 10 euro circa per ogni ora di volontariato in caso di emergenze.

I poliziotti della squadra mobile ragusana hanno arrestato il capo del gruppo, D.D.V. che, durante il turno come volontario, si assentava, con la complicità dei colleghi, per andare con il suo furgoncino ad appiccare incendi per poi uscire con l’autobotte a spegnere le fiamme e percepire così le indennità. Tutti i 15 volontari, provenienti dalla provincia di Ragusa, sono indagati per truffa ai danni dello Stato ed una parte di essi per incendio.

Le indagini hanno avuto avvio grazie alla segnalazione del comando provinciale dei vigili del fuoco di Ragusa, che aveva notato delle anomalie sul numero di interventi effettuati da una squadra rispetto alle altre.

L'OPERAZIONE EFESTO. L'operazione aveva come obiettivo quello di chiarire il motivo di eventuali richieste simulate per poi individuare gli elementi vulnerabili del gruppo criminale e quindi individuare i responsabili. Presso il distaccamento prestavano servizio, suddivisi in 4 turni, decine di volontari e tra gli altri i 15 indagati tutti nella stessa squadra.
Anche se volontari, gli uomini del distaccamento percepiscono delle indennità ma solo quando effettuano gli interventi, diversamente, se restano presso la caserma, non hanno diritto ad alcun rimborso.

La prima anomalia riscontrata dalla squadra mobile di Ragusa,  che ha permesso l'avvio delle indagini, era da individuare sul numero degli interventi effettuati dal turno "D". "Rispetto agli altri volontari, gli indagati operavano per 3 volte in più. A dispetto di 40 interventi di una squadra, loro ne effettuavano 120 creando malumore per alcuni e volontà di aggregarsi in altri, così da ottenere più denaro", spiegano i pm che hanno coordinato l'inchiesta.

Le indagini condotte dai poliziotti dalla squadra mobile, con l'aiuto dei vigili del fuoco, hanno permesso di appurare quale fosse il modus operandi del gruppo criminale. I componenti del turno "D" erano conosciuti da tutti gli altri colleghi che operavano onestamente e la loro avidità ha permesso di far emergere le condotte criminali poste in essere. Una modalità messa in atto era quella di simulare degli interventi mediante segnalazioni inesistenti alla centrale operativa del 115. In altre occasioni, i volontari, chiedevano "aiuto" a parenti ed amici, ottenendo così segnalazioni da parte loro del tutto inesistenti, così da percepire le indennità previste per gli interventi. La terza e più grave tipologia di truffa ai danni dello Stato era quella di appiccare incendi a cassonetti e terreni.

L'EMERGENZA ROGHI CONTINUA. E intanto prosegue l'emergenza roghi in diverse aree del centro e del sud Italia. L'allarme ieri nella notte è scattato sul monte Terminillo, in provincia di Rieti, dove le fiamme sono divampate in un camping e si sono propagate al bosco circostante, nella zona Pian de Valli. "Il fuoco è partito alle 3 di notte e ha distrutto una serie di roulotte e diverse attrezzature", ha spiegato il gestore del campeggio Caravan Club, Antonio Oliveri, intervistato da Radio Capital. Un centinaio di turisti sono stati evacuati. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia. Dalle 6 è stato attivato anche un elicottero. Ancora da chiarire la causa che ha scatenato il rogo.

Nella mattinata di domenica sono stati 99 gli interventi da parte delle squadre dei vigili del fuoco per incendi di vegetazione. Impegnati dalle prime luci del giorno anche gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri della flotta aerea dello Stato, coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile. A metà giornata erano già 21 le richieste di intervento aereo ricevute dal Centro Operativo Aereo Unificato del Dipartimento dalle Regioni. In particolare, la Sicilia ha chiesto supporto per 6 diversi incendi in provincia di Enna, Messina e Palermo. In Lazio sono 4 gli interventi per le fiamme che da giorni continuano ad alimentarsi, con massima attenzione per la situazione tra Capena e Morlupo. Calabria e Campania hanno inviato 3 richieste; Basilicata, Liguria e Umbria ne hanno inviata una.

Due interventi aerei sono stati necessari in Abruzzo, dove l'incendio divampato sabato a Campo Imperatore, nel Parco nazionale del Gran Sasso, si è esteso sia sul versante aquilano che su quello pescarese. Le fiamme, provocate probabilmente da un barbecue, hanno coinvolto nella notte i boschi ad alta quota, oltre i 1600 metri. L'incendio non minaccia i centri abitati, ma ha già intaccato in modo significativo la flora del parco. Sotto controllo la situazione a Teramo, dove sono stati estinti tutti i principali focolai attivi nell'area incendiata a Bascianella di Colledara. Nel corso della notte i vigili del fuoco hanno continuato a mantenere un presidio per scongiurare il rischio che le fiamme possano tornare ad espandersi a causa del forte vento.

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