Venerdì 16 Dicembre 2016 - 19:30

Raggi non si dimette dopo arresto Marra. Taverna: Scuse non bastano

La sindaca di Roma promette: "Sostituzione immediata". Opposizioni in rivolta al grido di "Onestà"

Raggi non si dimette dopo l'arresto di Marra. M5S nel caos, Taverna: Scuse non bastano

Caos a Roma, dopo l'arresto di Raffaele Marra, capo del personale del Comune, coinvolto in un'indagine per corruzione. Il provvedimento, su richiesta della procura di Roma, è stato emesso dal gip Tomaselli. Marra è uno dei fedelissimi della sindaca del M5S della capitale, Virginia Raggi. Un nome discusso che aveva fatto storcere il naso a più d'uno, ma che la prima cittadina aveva difeso strenuamente. Ed è proprio da alcune frange del Movimento che ora si chiede chiarezza.

"Procederemo immediatamente con la sostituzione di Marra", ha annunciato Raggi in una conferenza stampa tenuta all'ora di pranzo. "Marra è un tecnico, non un politico. Il mio braccio destro sono i cittadini", ha detto la sindaca prendendo le distanze e dicendo di aver appreso "con sorpresa" dell'arresto "per fatti che non riguarderebbero questa consiliatura". "Voglio essere chiara, l'amministrazione va avanti", ha poi promesso Raggi. Ma intanto in Campidoglio è montata la protesta, dopo che la sindaca non si è presentata in aula Giulio Cesare, per la riunione dell'assemblea capitolina. Dopo aver preso la parola alcuni consiglieri Pd e FdI hanno occupato i banchi del Governo. I dem hanno esposto cartelli con su scritto 'Onestà' e 'Trasparenza'.

In giornata sono arrivate le reazioni da parte del Movimento 5 Stelle. "Raffaele Marra si sarà anche messo a disposizione di Sergio Scarpellini, ma il MoVimento 5 Stelle no", è quanto si legge in un post sul blog di Beppe Grillo. "A dimostrarlo - si legge - non sono le parole ma i fatti. Grazie al MoVimento 5 Stelle sono stati disdetti i contratti capestro che la Camera aveva sottoscritto con l'immobiliarista romano, generando un risparmio di oltre 32 milioni all'anno per la Camera dei deputati. Soldi risparmiati dai cittadini italiani e, di contro, mancati introiti per Scarpellini. Anche in Campidoglio, grazie a una mozione presentata nel 2013 dagli allora consiglieri del MoVimento 5 Stelle, sono stati risparmiati altri 10 milioni di euro derivanti dagli affitti degli edifici di largo Loria e via delle Vergini".

A reagire duramente è la deputata Roberta Lombardi, uscita dal direttorio proprio in seguito alla rottura con la sindaca Raggi. Affidandosi a Facebook, Lombardi cita Martin Luther King e dice: "La vigliaccheria chiede: è sicuro? L'opportunità chiede: è conveniente? La vana gloria chiede: è popolare?  Ma la coscienza chiede: è giusto? Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare; ma bisogna prenderla, perché è giusta". Forse ancora più diretta è la dichiarazione di Paola Taverna, che si limita a dire: "Le scuse non bastano".

E poi ci sono senatori, come Elisa Bulgarelli, che fotografano la contraddizione presente nel Movimento: "Qualcuno sostenuto oltre ogni ragionevole dubbio, qualcuno non sostenuto per dubbi creati ad arte. Delle scuse a Federico sarebbero un grande gesto di umiltà e di crescita", scrive, in riferimento al sindaco di Parma Federico Pizzarotti, sospeso per mesi dal M5S in quanto non aveva comunicato subito di aver ricevuto un avviso di garanzia e costretto alla 'autoespulsione'.

LEGGI ANCHE M5S, Pizzarotti: Marra? Politica non si fa col dito puntato, si ritorce contro

La vicenda nella quale è coinvolto Marra è legata a un'operazione immobiliare e non all'indagine sulle nomine in Campidoglio, nell'ambito della quale sono state effettuate delle acquisizioni da parte della polizia giudiziaria in Comune. Insieme a Marra è finito in manette anche l'immobiliarista Sergio Scarpellini; il capo del personale del Campidoglio chiedeva una mano a Scarpellini per placare le critiche contro di lui sul Messaggero.

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