Venerdì 03 Novembre 2017 - 21:15

Progetto Riselda, detenuto inventa 'cassonetto intelligente' che pesa, smista e registra i rifiuti

L'idea di un carcerato di Bollate cresciuto in una favela di San Paolo vicina a una discarica

Rifiuti carta e cartone

Fernando Gomes Da Silva è brasiliano, è cresciuto in una favela di San Paolo vicina a una discarica. E anche per questo è sensibile al tema dello spreco del cibo. Dopo il suo arrivo in Italia, la vita lo ha portato su percorsi accidentati ed è finito in carcere, prima a Sollicciano, alle porte di Firenze e adesso a Bollate, istituto modello a Milano.

Fernando proviene da una favela di San Paolo, è cresciuto in una discarica e si può dire che i rifiuti sono sempre stati il suo pensiero costante. Quando i volontari dell'associazione Zone Onlus Francesco Pomicino e Carlotta Carbonai, ingegnere lui, architetto lei, cominciano a parlare con Fernando nasce l'idea di creare un cassonetto 'intelligente' che pesa, smista e registra i rifiuti. E premia chi si impegna e differenzia meglio.

Fernando lo ha chiamato Riselda, come la madre. Basta poco e attorno a lui si è raccolto un team composto oltre che da Francesco e Carlotta anche da Marco De Michele alla direzione tecnica, dal Flavio Farroni, ingegnere e consulente delal Ferrari e Giovanni Tallini, designer, che ridefinisce le linee del prototipo. Insieme sono riusciti a tradurre in realtà il sogno di trasformare la spazzatura in materiale che possa avere una seconda vita. Dopo prove, lavori, esperimenti e una collaborazione con l'università Federico II di Napoli, è nato un cassonetto innovativo.

La struttura è elegante e colorata. E' pensata per essere posizionata all'aperto, in condomini, scuole, ospedali e alberghi. A chi lo utilizza viene consegnata una smart card, da inserire prima di selezionare il tipo di rifiuto da gettare. Riselda, poi, stampa un'etichetta con un codice a barre che viene messa sui sacchetti e li pesa. I dati vengono subito comunicati alla società che si occupa della raccolta e in tempo reale i cittadini ottengono 'bonus' - uno sconto sulla Tari, fondi da destinare a onlus o altri premi - corrispondenti all'impegno profuso. Il rifiuto, nell'idea di Fermando e dei suoi soci, acquista un valore reale e stimola le persone a non inquinare e a partecipare anche alla vita sociale del territorio. Un meccanismo che ha dato i suoi frutti anche all'interno della casa circondariale di Bollate.

Fernando e gli altri detenuti del gruppo 'Keep the Planet Green' hanno introdotto Riselda all'interno del carcere. Il successo è stato immediato. In 18 mesi di lavoro e con il contributo attivo di Amsa e Novamont, che hanno fornito i materiali, il tasso di raccolta differenziata ha raggiunto il 91% (anche se le stime di Amsa sono più prudenti e si attestano intorno all'80%). Un risultato record, se si pensa che a Milano la percentuale si aggira intorno al 54%. Anche in questo caso, per convincere i detenuti a collaborare e a sobbarcarsi un compito che molti cittadini liberi preferiscono tralasciare, si è deciso di utilizzare i premi. Chi esegue correttamente la divisione dei rifiuti, può ottenere una telefonata o un colloquio in più al mese. Nel frattempo, un imprenditore toscano si è fatto avanti per realizzare Riselda in serie e Publiambiente, che gestisce la raccolta dei rifiuti di Pistoia ed Empoli, ha proposto di calibrarlo in versione condominiale e potrebbe sperimentarlo. Mentre sono già arrivati premi e menzioni speciali a concorsi nazionali, di Legambiente, dell'Università di Camerino, e dell'Ordine nazionale degli ingegneri.

Scritto da 
  • Benedetta Dalla Rovere
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