Giovedì 07 Luglio 2016 - 22:15

Profugo ucciso, legale accusato: Scimmia? Lo dicono politici in tv

Omicidio preteritenzionale, con l'aggravante della finalità razziale: è l'accusa nei confronti di Amedeo Mancini

Migrante ucciso a Fermo: il luogo della tragedia

Omicidio preteritenzionale, con l'aggravante della finalità razziale: è l'accusa nei confronti di Amedeo Mancini, il 35enne ultrà della Fermana accusato di aver ucciso Emmanuel Chidi Namdi, il richiedente asilo nigeriano pestato a morte martedì e morto ieri. A scatenare la tragedia, gli insulti che l'ultrà con simpatie di destra ha rivolto alla compagna di Emmanuel, Chinyery, apostrofata come 'scimmia africana'. La donna, oggi, è rimasta sola, dopo essere fuggita con l'amore della sua vita dall'inferno di Boko Haram, in Nigeria. La comissione competente, ha spiegato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, oggi a Fermo per presiedere il comitato per l'ordine e la sicurezza, le ha riconosciuto lo status di rifugiata. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto al Prefetto di Fermo di esprimerle la sua piena solidarietà e si è offerto di prestarle ogni necessaria forma di assistenza.

I due giovani erano ospiti da otto mesi del seminario arcivescovile di Fermo, nel progetto gestito dalla Fondazione Caritas in veritate di don Vinicio Albanesi. Accolti dopo esser sfuggiti a Boko Haram, nel gennaio scorso era stato lo stesso don Albanesi ad unirli informalmente in matrimonio, presso la Chiesa di San Marco alle Paludi, coronando il loro sogno.

Martedì pomeriggio passeggiavano in centro a Fermo. In due li hanno insultati, si son rivolti a Chinyery, insultandola. Emmanuel non ci ha visto più, ha reagito. Secondo una ricostruzione dei fatti si sarebbe impadronito di un paletto della segnaletica stradale, avrebbe attaccato il 35enne Mancini, che a sua volta lo ha aggredito e colpito più volte, senza fermarsi nemmeno quando il 36enne nigeriano è finito a terra. Sul posto sono arrivati vigili, polizia e 118: Emmanuel è stato portato all'ospedale Murri, le sue condizioni sono apparse subito disperate. E' entrato in coma irreversibile: dopo ore di agonia, si è spento alle 20 di ieri sera. Per Mancini, che era indagato a piede libero, l'accusa è diventata omicidio preteritenzionale, con l'aggravante della finalità razzista, per una morte che ha sconvolto l'intera Italia.

IL LEGALE DI MANCINI -  "Scimmia? E' una parola che viene detta in giro anche da onorevoli e i ragazzi pensano si possa dire e invece non si deve dire. Certamente se questi signori politici usassero un linguaggio più contenuto persone che non hanno livelli culturali elevati non si sentirebbero liberi di dirlo". A dirlo è l'avvocato Francesco De Minicis, legale di Amedeo Mancini, intervistato a La Zanzara su Radio 24.  "Nei salotti tv e radio si dicono stupidaggini e poi ci sono persone che non leggono libri, guardano solo tv e vanno allo stadio pensando che certe cose si possano dire".  "I due nigeriani erano vicini a un'auto in modo sospetto - dice ancora l'avvocato - armeggiavano intorno a un'auto. Tra gli insulti sciocchi e stupidi detti da Mancini sono passati 5 minuti. Il palo lo ha preso il nero, è pacifico. I primi ad aggredire sono stati i due nigeriani, ma questo è ormai chiaro anche dal capo di incolpazione che è omicidio preterintenzionale". - "Il ragazzo - conclude il legale - ha detto la parola scimmia e un invito ad andarsene. Una frase ignobile che il ragazzo poteva risparmiarsi. Ora si è pentito, è distrutto, ma con il pugno non si vuole uccidere. Probabilmente il nigeriano è morto sbattendo la testa".

LA CONDANNA DELLA POLITICA -  Il delitto di Emmanuel Chidi Nnamdi ha scosso la politica non solo per la morte tragica dopo una lunga agonia, ma perché Emmanuel era il simbolo dell'accoglienza: rifugiato, cristiano perseguitato, fuggito  dalle violenze Boko Haram. "Addolorato dal gravissimo episodio di intolleranza razziale" il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non nasconde lo sconcerto per l'accaduto e chiede al prefetto di Fermo di esprimere alla vedova, signora Chinyery, "la sua piena solidarietà e di prestarle ogni necessaria forma di assistenza".  Ma è la presenza del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nella città di Fermo, a ribadire la posizione del governo e delle istituzioni  "contro l'odio, il razzismo e la violenza". "Una drammatica storia di libertà è finita male - confessa il titolare del Viminale dopo aver presieduto il Comitato dell'Ordine e sicurezza a Fermo - il germe del razzismo va fermato prima che generi il suo frutto avvelenato". E poi la conferma che Amedeo Mancini "è stato fermato per omicidio con l'aggravante della finalità razzista". Una aggravante secondo Alfano che "dà la misura di come tutte le attivita' investigative di queste ore siano andate nella direzione giusta, la direzione di un movente razziale". "L'Italia, le Marche, Fermo - tiene però a precisare il ministro - non sono rappresentate da Amedeo Mancini. Sono rappresentate dalla commozione e le lacrime che il sindaco di questa citta' ha versato durante il nostro comitato dicendomi che questa non e' Fermo".

Corale la ferma condanna da parte delle istituzioni a partire dalla presidente della Camera, Laura Boldrini, "chi ha responsabilità politiche e istituzionali deve prendere le distanze da messaggi d'odio e non alimentarli. Politica faccia fronte comune". "Emmanuel - scrive su Facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso - è stato ucciso: non dai terroristi di Boko Haram che assaltarono la chiesa nella quale stava pregando con la sua famiglia; non nella rischiosa traversata dell'Africa; non affondando con un barcone a largo delle nostre coste.  E' stato ucciso a mani nude, a Fermo, nelle Marche. Da un razzista"

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