Lunedì 04 Settembre 2017 - 13:00

Processo strage rapido 904: giudice in pensione, da rifare

Unico imputato dell'appello è Riina come mandante, determinatore e istigatore dell'attentato

Udienza processo strage rapido 904

La Corte d'Assise d'Appello di Firenze, presieduta da Salvatore Giardina, ha rinviato a nuovo ruolo il rinnovamento dell'istruttoria dibattimentale per il processo per la strage del treno rapido 904 del 23 dicembre 1984. Unico imputato è Totò Riina, accusato di essere il mandante, il determinatore e l'istigatore dell'attentato che costò la vita a 16 passeggeri e dove rimasero ferite 267 persone. In primo grado, il 14 aprile 2015, venne assolto dalla Corte d'assise di Firenze "per non aver commesso il fatto". Per la strage del Natale 1984 sono stati già condannati in concorso, in via definitiva, i boss Giuseppe Calò, Guido Cercola, Franco Di Agostino e l'artificiere Friedrich Schaudinn.

La decisione di rinviare a nuovo ruolo il rinnovamento dell'istruttoria dibattimentale è stata presa - dopo una breve camera di consiglio - per l'impossibilità tecnica di concluderla entro la fine di settembre, momento in cui il presidente Giardina andrà in pensione e sarà formato un nuovo collegio giudicante. La strage terroristica del 23 dicembre 1984, con una bomba fatta scoppiare alle ore 19.08 all'interno della grande galleria dell'Appenino tosco-emiliano a San Benedetto Val di Sambro, sarebbe stata commessa, secondo l'atto di accusa della Procura di Firenze, "al fine di agevolare od occultare" l'attività di Cosa Nostra per mantenere e assicurare "l'impunità degli affiliati e garantendo la sopravvivenza della stessa organizzazione". Le indagini che hanno portato al processo di Riina furono riaperte sette anni fa. 

Spetterà adesso al nuovo collegio giudicante fissare le date delle udienze, nel corso delle quali dovranno essere ascoltati, come testimoni, Giovanni Brusca, Franco Paolo Anselmo, Baldassarre di Maggio. Calogero Ganci, Giuseppe Marchese e Leonardo Messina. Salvatore Riina, anche questa mattina, ha seguito l'udienza, disteso su una barella e collegato in videoconferenza dal carcere di Parma. 

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