Martedì 18 Luglio 2017 - 15:00

Processo ex manager Bambin Gesù: lettera Bertone agli atti

Il tribunale del Vaticano ha rigettato l'istanza di 'difetto di giurisdizione' presentata dagli avvocati di Giuseppe Profiti e Massimo Spina, accusati di aver distratto fondi dell'ospedale vaticano per ristrutturare l'attico del segretario di Stato emerito

File photo of Cardinal Tarcisio Bertone conducting a mass for the 900th anniversary of the Order of the Knights of Malta, in Saint Peter's Basilica at the Vatican

Il tribunale del Vaticano ha rigettato l'istanza di 'difetto di giurisdizione' presentata dalla difesa di Giuseppe Profiti e Massimo Spina, ex presidente ed ex tesoriere della Fondazione Bambin Gesù e imputati per peculato, con l'accusa di aver distratto fondi dell'ospedale vaticano per ristrutturare l'attico del segretario di Stato emerito, Tarcisio Bertone. Secondo gli avvocati, la Fondazione non avrebbe sede in Vaticano ma in Italia, dunque il reato sarebbe stato commesso fuori dal territorio: in Italia o, al massimo, in Inghilterra, dove ha sede giuridica l'impresa Lg Contractor (poi diventata Castelli RE Spa) di Gianantonio Bandera. Il collegio giudicante ha rigettato l'istanza perché i bonifici sono partiti dal conto dell'Apsa , per conto della Fondazione Bambino Gesù. La sede dei destinatari non è rilevante.

C'è anche una lettera del cardinale Tarcisio Bertone agli atti del processo. Tra il novembre del 2013 e il 28 maggio del 2014, i due avrebbero usato 422.005,16 euro, destinati all'ospedale pediatrico della Santa Sede, per pagare i lavori di ristrutturazione di un attico di proprietà del Governatorato, abitazione di Bertone, a vantaggio dell'impresa di Giannantonio Bandera. I bonifici sono partiti dall'Apsa, l'organismo della Santa Sede che si occupa della gestione del suo patrimonio economico. La lettera è stata depositata in fase istruttoria. "Se il documento è ammesso, a noi va benissimo", spiega Alfredo Ottaviani, avvocato d'ufficio di Massimo Spina. Nella lettera il segretario di Stato emerito "dice è tutto a posto, che non ci sono problemi", aggiunge parlando informalmente con i giornalisti all'uscita dell'udienza preliminare. Del contenuto non si sa nulla. Ma l'avvocato fa capire che se non bastasse, o se fosse contestata, non escluderebbe di chiamare Bertone come testimone. In aula Ottaviani cerca di scagionare il suo difeso sottolineando che "Spina non aveva nessun potere di firma e non poteva disporre di beni. Non aveva poteri di cassa, le sue mansioni non lo prevedevano. Aveva solo funzioni di indirizzo di flussi di denaro. Il tesoriere non è il cassiere". L'ordine di bonifico, in sostanza, "non spettava al dottor Spina, che ha solo eseguito degli ordini precisi che venivano da livelli superiori al suo". 

I giudici hanno fissato le prossime date in corrispondenza del viaggio di Papa Francesco in Colombia: il 7, 8 e 9 settembre e alcuni giorni settimana successiva, anticipando per l'importanza del caso, la chiusura delle ferie estive fissata al 20 settembre. Il Papa sarà in Colombia dal 6 all'11 settembre. Profiti e Spina sono accusati di peculato per aver distratto quasi 500mila euro destinati all'ospedale del Papa per pagare la ristrutturazione dell'attico del Governatorato, abitazione del segretario di Stato emerito della Santa Sede, Tarcisio Bertone.

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