Domenica 01 Maggio 2016 - 21:00

Il Concertone dedicato a Regeni: "Vive in ognuno di noi"

Festa dei lavoratori, appello di Mattarella contro precarietà e caporalato. Sindacati a Genova, scontri a Torino

Concerto Primo Maggio 2016 a Roma

Folla a Roma in piazza San Giovanni per il tradizionale concertone del primo maggio. L'evento organizzato come al solito dalle sigle sindacali vede protagonista la musica ma anche il tema del lavoro, ed è dedicato quest'anno a Giulio Regeni, il ricercatore torturato e ucciso in Egitto. Giulio, ha detto dal palco Luca Barbarossa, "vive in ognuno di noi per chiedere giustizia e verità". Il cantante ha voluto ricordare il 28enne leggendo un messaggio scritto dalla famiglia del giovane: "Non smettiamo di chiedere insieme verità per Giulio e per tutte le persone che sono state private dei diritti e delle libertà. Buon Primo Maggio a tutti".

Tra i big sul palco Gianluca Grignani, Modena City Ramblers, i Marlene Kuntz, Skunk Anansie, Tiromancino, Max Gazzè e Vinicio Capossela. A condurre la lunga diretta del Concertone Luca Barbarossa affiancato da Mariolina Simone. Imponenti le misure di sicurezza, con i varchi presidiati dalle forze dell'ordine con tanto di metal detector e spazio aereo off limits.

 

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GENOVA E TORINO. E' Genova quest'anno il cuore delle celebrazioni per la festa del Primo Maggio. I sindacati infatti hanno scelto il capoluogo ligure per la tradizionale manifestazione nazionale: circa tremila, non tantissimi in veritò, i partecipanti al corteo della manifestazione di Cgil, Cisl e Uil tra piazza della Vittoria e piazza De Ferrari. "Il Governo si occupi del lavoro" è il coro unanime dei confederali. La segretaria della Cgil, Susanna Camusso, ha invitato ad abbattere tutte le "forme di precarietà del lavoro". Scontri, invece, a Torino tra manifestanti e forze dell'ordine stamattina in piazza Castello durante il tradizionale corteo del Primo Maggio, dove il senatore del Pd, Stefano Esposito, ha rischiato di essere aggredito da un giovane con una spranga di ferro. 

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MATTARELLA: SENZA I GIOVANI IL PAESE E' FERMO. "Un Paese che esclude i giovani, o li inserisce nel mondo del lavoro in modo precario e inadeguato, si condanna da solo. Un Paese che non riuscisse a includere i giovani è un Paese fermo". Lo ha detto il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della tradizionale cerimonia al Quirinale. Le parole del Capo dello Stato tornano in più passaggi sul tema della occupazione giovanile. "La generazione più istruita di tutte quelle precedenti è posta a margine proprio dalla società e dal mercato che pretendono più conoscenze e saperi", ha spiegato l'inquilino del Quirinale, che prima della cerimonia stamane ha deposto una corona sul monumento dedicato alle vittime del lavoro davanti alla sede dell'Inail.
 

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  • redazione web
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