Mercoledì 09 Marzo 2016 - 11:00

Primarie Napoli, Orfini: Sono casi singoli, non annulleremo voto

Fassina attacca: Nel Pd comandano ancora i capibastone

Matteo Orfini

"Se ci sono singoli episodi discutibili, gli organi di garanzia li esamineranno, ed eventuali atteggiamenti impropri saranno duramente puniti" ma non si arriverà all'annullamento delle primarie del Pd a Napoli perché "eventuali singoli episodi non inficiano il risultato". Lo dice il presidente del Pd, Matteo Orfini, in una intervista alla Stampa. "Tutte le segnalazioni - assicura - saranno verificate nel merito. Ma solo a scegliere in tre in una stanza non si corrono rischi. E' chiaro che se decine di migliaia di persone vanno a votare, non essendo noi il Viminale, qualche incidente può esserci".

CRITICHE A SPERANZA. "Le primarie - sottolinea Orfini - sono state una bella giornata di democrazia. Non capisco perché un minuto dopo ci debba essere chi, anche dentro al mio partito, mette in discussione la loro efficacia e legittimità". Quanto alle parole di Roberto Speranza della minoranza Pd che ha considerato offensive le parole di Orfini sull`affluenza maggiore nel 2013 perché "c`erano le truppe cammellate dei capibastone poi arrestati", il presidente del Pd dice: "Mi sembra ci sia una certa cinica meschinità nel raccontare l`affluenza a Roma come se non ci fosse stata Mafia capitale. Segnalo a Roberto Speranza che, mentre lui s`è guardato bene dall`occuparsi delle vicende romane, siamo passati nei sondaggi dal 16 al 30%".

ORFINI E LA MINORANZA. "Alla domanda se teme che la minoranza non appoggi davvero i candidati Pd alle elezioni amministrative, Orfini risponde: "Non voglio nemmeno prendere in considerazione l`ipotesi, ma rilevo che nel momento in cui dovremmo buttarci in campagna elettorale inizia una discussione lunare sul congresso anticipato e se il segretario debba essere o meno candidato premier. Cosa c`entra con l`agenda delle città e i bisogni del Paese?".

FASSINA: IL PD DEI CAPIBASTONE. "Provo una tristezza sconfinata", "non è la prima volta che le primarie si risolvono in questo sfacelo. In Liguria fu peggio che a Napoli, per non parlare dell'Emilia Romagna nel 2014 o di Toscana e Umbria l'anno scorso. Le nostre roccaforti", "mi fa ancora più male vedere il clima che si respira nel mio vecchio partito: mi colpiscono le reazioni, la voglia di minimizzare, di rendere fisiologico un dato gravissimo come quello di 40mila votanti a Roma. L'assenza di partecipazione presentato come attestato di qualità". Così Stefano Fassina, leader di Sinistra Italiana e candidato a sindaco di Roma, in una intervista al Giornale. 

ROTTO CON LA PARTE MIGLIORE. Fassina commenta le dichiarazioni di Orfani sulle "truppe cammellate di una volta": "E' questa la cosa più patetica e paradossale. II Pd a Roma sa benissimo come stavano e stanno le cose. Anche perché gli stessi capibastone sono protagonisti pure oggi. La gente che non è andata a votare, il Massimo Bray che pensa di candidarsi contro il Pd - non un pericoloso estremista - sono segnali precisi. Non di nostalgia per Mafia capitale, ma del fatto che il Pd è andato da un'altra parte, ha rotto con la parte migliore di noi", "il partito della Nazione c'è già. E questa cosa qui, vive e lotta contro di noi", "il passaggio decisivo non potrà essere certo il congresso del Pd, bensì il referendum di autunno sulle riforme. Lì si decidono le sorti di Renzi, e quindi le prospettive del partito"
 

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