Lunedì 27 Febbraio 2017 - 07:15

Oscar, vittoria con gaffe per Moonlight: battuto La La Land

Warren Beatty prende la busta sbagliata, ora indagine sull'errore

Premio Oscar con gaffe: "Vince La La Land, anzi Moonlight". Delusione per Fuocoammare

Un finale a sorpresa, che difficilmente sarà dimenticato. L'89esima edizione degli Oscar vede trionfare 'Moonlight' come miglior film. In seguito, però, ad un clamoroso errore. Inizialmente viene pronunciato da Warren Beatty, insieme a Fane Dunaway, come vincitore 'La La Land'. Dopo l'annuncio, i produttori del musical salgono sul palco per ritirare la statuetta e iniziano a fare i discorsi di ringraziamento. Poi, il colpo di scena: a causarlo è un errore di busta. Il miglior film non è 'La La Land', ma 'Moonlight', film indipendente diretto da Barry Jenkins. 'Abbiamo perso', dice uno dei produttori di 'La La Land' interrompendo il suo discorso di accettazione tra lo stupore e l'incredulità del pubblico del Dolby Theatre di Los Angeles.

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A raccontare quel che è successo è stato lo stesso Warren Beatty che ha spiegato di avere aperto la busta in cui c'era scritto 'Emma Stone - La La Land': probabilmente si trattava di quella per la miglior attrice, non per il miglior film. A quel punto la squadra di 'Moonlight' si avvicina al palco per ritirare il premio, ma niente è più lo stesso. A trionfare è così non l'amore romantico e canterino, ma una storia di povertà, droga e amore gay.

INDAGINE APERTA. PricewaterhouseCoopers, la società che si occupa del conteggio dei voti agli Oscar, ha annunciato di aver aperto un'indagine sull'annuncio sbagliato del vincitore nella categoria del miglior film.  In una nota, la società si scusa con "Moonlight, La La Land, Warren Beatty, Faye Dunaway, e gli spettatori degli Oscar per l'errore durante l'annuncio del miglior film. I presentatori hanno ricevuto per errore la busta sbagliata, errore che è stato immediatamente corretto appena scoperto. Stiamo indagando su quanto è accaduto e siamo profondamente dispiaciuti che sia successo. Apprezziamo la grazia con cui i nominati, l'Accademy, l'Abc e Jimmy Kimmel hanno gestito la situazione".

 

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SEI STATUETTE A 'LA LA LAND'. Nonostante la delusione nel finale, al musical del giovanissimo Damien Chazelle, vanno comunque sei Oscar: quello per la miglior attrice Emma Stone, miglior regia, miglior canzone con 'City of Stars', miglior colonna sonora a Justin Hurwitz, miglior fotografia a Linus Sandgren, miglior scenografia a Sandy Reynolds-Wasco e David Wasco.

Leggi anche: TUTTI I PREMI DELL'EDIZIONE

MIGLIORI ATTORI. Mentre Emma Stone ce la fa con la sua interpretazione in 'La La Land', delusione per il suo coprotagonista Ryan Gosling che viene battuto da Casey Affleck per il suo lavoro in 'Manchester by the sea'. La miglior attrice non protagonista è Viola Davis per 'Barriere (Fences) e il miglior non protagonista è Mahershala Ali per 'Moonlight'.

 

NIENTE DI FATTO PER 'FUOCOAMMARE', MA ALL'ITALIA IL MIGLIOR MAKE-UP. Nonostante il tifo e le speranze dallo Stivale, niente ambita statuetta per 'Fuocoammare' di Gianfranco Rosi. Il film sugli sbarchi dei migranti a Lampedusa era l'unico italiano in gara, candidato come miglior documentario. A batterlo 'O.J. Made in America' di Ezra Edelman: un documentario di più di sette ore sulla vita dell'ex giocatore di football O.J. Simpson. Gli italiani trionfano invece in un'altra categoria: il miglior trucco va a Alessandro Bertolazzi e Giorgio Gregorini, insieme a Christofer Nelson, per il make-un in 'Suicide Squad'. Ritirando il premio, Bertolazzi ha detto: "Sono un immigrato, arrivo dall'Italia e lavoro in tutto il mondo. Questo premio è per tutti gli immigrati".

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MIGLIOR FILM STRANIERO. A battere la concorrenza, come miglior film straniero, è l'iraniano 'Il cliente' di Asghar Farhadi. Data dall'inizio come favorita, la pellicola non ha smentito i pronostici. E, come annunciato, grande assente alla premiazione è il regista. Un mese fa Farhadi aveva spiegato che non avrebbe preso parte alla serata degli Oscar per protesta contro il divieto del presidente USA Donald Trump di viaggiare verso gli Stati Uniti da sette nazioni a maggioranza musulmana, fra cui l'Iran. Farhadi ha scelto due iraniani-americani - un'ingegnere donna e un ex scienziato della NASA - per rappresentarlo alla cerimonia. Anousheh Ansari, ingegnere che è stata la prima 'turista spaziale' donna, ha letto una dichiarazione a nome di Farhadi: "La mia assenza è per rispetto per la gente del mio Paese e quella di altre sei nazioni alla quale è mancato a causa di una legge disumana che vieta l'ingresso di immigrati negli Stati Uniti".

Scritto da 
  • Chiara Troiano
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