Martedì 12 Aprile 2016 - 09:45

Polizia postale e Fbi denunciano 12 persone per pedopornografia

Il responsabile è risultato essere un 21enne genovese

Polizia postale e Fbi denunciano 12 persone per pedopornografia

La polizia postale e delle comunicazioni per la Liguria ha concluso nei giorni scorsi una complessa e articolata operazione internazionale di contrasto alla pornografia minorile online, coordinata del Servizio centrale della polizia delle comunicazioni di Roma. L'attività di monitoraggio, supportata da informazioni ottenute dal Federal Bureau of Investigation (FBI) attraverso l'Ambasciata degli Stati Uniti d'America, aveva inizialmente portato ad individuare una casella di posta elettronica molto attiva nello scambio di materiale pedopornografico. Il responsabile è risultato essere un 21enne genovese, utilizzatore di un account che aveva chiamato 'cucciol@'. Nella sua abitazione è stato sequestrato un ingente quantitativo di supporti informatici, due account e-mail e un profilo social utilizzati per le attività illecite.
 

Le successive indagini sul materiale sequestrato hanno consentito di individuare numerosi indirizzi di posta elettronica riconducibili a soggetti italiani responsabili dei reati di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. L'articolata attività svolta sul territorio nazionale ha fatto scattare una mirata attività di perquisizioni nei confronti di 12 cittadini italiani residenti tra le provincie di Milano, Como, Torino, Padova, Verona, Brescia, Palermo, Piacenza, Campobasso e Cagliari, coinvolto anche un professionista, e il conseguente sequestro di un'ingente numero di computer, smartphone e dispositivi digitali di memorizzazione.
 

In alcune circostanze genitori ignari hanno appreso dei reati commessi dai figli, anche in occasione di visite di amici, utilizzatori degli stessi dispositivi e della stessa connessione.  Uno degli indagati, oltre a scambiare materiale pedopornografico, utilizzando falsi profili social creati appositamente, riusciva ad ottenere immagini intime di minori convinti di aver instaurato una chat erotica con ragazze coetanee. Le indagini da parte della polizia postale e delle comunicazioni non si fermano quì, non escludendo la possibilità di individuare responsabilità anche fuori dei confini nazionali.

 

 "Internet è un luogo senza confini e per proteggere gli utenti, in particolare le fasce deboli come i minori vittime dell'odioso reato di pornografia minorile, è necessario instaurare fitti scambi info-investigativi anche con le forze di polizia straniere - ha dichiarato Giorgio Bacilieri, Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Liguria - in particolare, tramite il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, la Specialità Polizia Postale e delle Comunicazioni è da anni all'avanguardia per quanto riguarda anche l'implementazione di specifiche banche dati internazionali utili per identificare sia pedofili che vittime".

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  • redazione web
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