Domenica 04 Dicembre 2016 - 16:45

Polemica su 'matite cancellabili'. Viminale: Sono indelebili

La denuncia di Piero Pelù è quella che ha maggiormente scatenato dibattito

Referendum, seggio elettorale Cascia e dintorni

Mentre gli elettori italiani votano, impazza la polemica sulle matite. Arrivano dai social le maggiori contestazioni. Piero Pelù è stato uno dei primi a protestare. Ma il Viminale prova a spegnere il conflitto spiegando come "le matite cosiddette 'copiative'" siano "indelebili e destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale". Il ministero dell'Interno "in media ogni anno ne acquista un certo numero basandosi sul fabbisogno storico per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno". "Nella fattispecie - dice ancora il Viminale - quest'anno sono state acquistate 130mila matite dalla ditta LUCA srl - aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico - che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania". "Di queste 130 mila, per esempio, quest'anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative", precisa ancora il comunicato. Il Viminale conclude poi precisando che "le Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti" e che "si utilizzano matite prodotte dal Faber-Castell almeno da cinque anni".

L'ACCUSA DI SALVINI. "Cominciano ad arrivare segnalazioni (le prime da Roma e Mantova) di matite elettorali che si possono cancellare con una semplice gomma! Irregolarità che sono state verbalizzate, e in vari casi denunciate a polizia e carabinieri. Se anche nel vostro seggio verificaste irregolarità (potete chiedere una prova al presidente di seggio prima di entrare in cabina), segnalatecelo! Occhi aperti e massima vigilanza! Non facciamoci fregare!" Lo scrive in un post su Facebook il leader della Lega nord, Matteo Salvini. "Non usate matite portate da casa - precisa - biro, pennarelli o altri materiali, ovviamente (invalidereste la scheda!), ma semplicemente verificate la regolarità delle matite del seggio (che dovrebbero, in teoria, essere copiative e dunque non cancellabili)".

LA DENUNCIA DI PELU'. "La matita che ho usato per votare era cancellabile. Dopo aver provato su un foglio e averlo constatato ho denunciato la cosa al presidente del mio seggio". Lo scrive su Facebook il leader dei Litfiba, Piero Pelù, che posta anche alcune fotografie, nelle quali il segno della matita usato per esprimere la propria preferenza è stato cancellato con una semplice gomma. Il cantante posta anche la foto del reclamo registrato dal presidente del seggio fiorentino in cui ha votato.

ESPOSTO CODACONS. Sul caso delle matite cancellabili segnalato oggi da molti elettori, interviene il Codacons, che presenterà domani un esposto al Ministero dell'Interno e a 140 Procure della Repubblica di tutta Italia. "Da tutta Italia stanno arrivando segnalazioni circa la presenza nei seggi di matite non indelebili che verrebbero utilizzate per il voto al referendum costituzionale - spiega il presidente Carlo Rienzi - Denunce circostanziate che meritano la dovuta attenzione, per capire se la possibilità di cancellazione riguardi solo i tratti lasciati su normali fogli, o se sia possibile cancellare e/o modificare anche i voti sulle schede elettorali. Per questo chiederemo domani a 140 Procure di aprire indagini relative ai seggi sul territorio, per raccogliere le denunce degli elettori e verificare il rispetto delle disposizioni vigenti e la piena regolarità del voto". L'associazione segnala poi alla Procura di Roma la presenza sul Televideo Rai di un messaggio pubblicitario a favore del Si, "un invito ai telespettatori comparso in data odierna - spiega l'associazione - e che potrebbe violare le disposizioni in materia elettorale".

REPLICA RAI. La presenza pubblicitaria per il Sì denunciata dal Codacons su una pagina di Televideo non è attribuibile in alcun modo a Rai e non è diffusa attraverso le piattaforme Rai. E' quanto si apprende da ambienti di viale Mazzini in merito a un banner pubblicitario che invitava a votare Sì al referendum e che ha portato alla segnalazione del Codacons alla procura. Stando a quanto si può vedere nella schermata diffusa, precisano ambienti dell'azienda di servizio pubblico che si sono occupati delle dovute verifiche, non si tratta di una pagina di Televideo né televisiva, né web e nemmeno della App. Sempre secondo fonti di viale Mazzini, sull'applicazione ufficiale di Televideo, distribuita da Rai, non risulta quindi presente alcun messaggio pubblicitario.
 

CAMPANELLA SI RIVOLGE AL MINISTRO. "Dai seggi arrivano segnalazioni di matite che non sono indelebili e molti elettori hanno chiesto di verbalizzare il problema. Appare opportuno che dal Ministero dell'Interno arrivi una comunicazione urgente che rassicuri sulla immodificabilità tecnica della scheda votata e sollevi le prefetture dall'ingrato compito di fornire rassicurazioni di routine che non riescono a tranquillizzare gli elettori che hanno reclamato" chiede il Senatore". Lo scrive in una nota il senatore di Sinistra Italiana - Altra Europa con Tsipras, Francesco Campanella. "Tutto al fine di una più serena prosecuzione delle operazioni di voto", conclude Campanella.

SANTANCHE' CHIEDE ACCERTAMENTI. "Tantissimi cittadini denunciano di aver trovato nei seggi matite non copiative. Renzi e Alfano hanno pensato a un altro dei loro trucchetti per taroccare la scelta degli italiani nelle urne? Ci auguriamo che il ministero dell'Interno attivi immediatamente tutte le azioni del caso per accertare la regolarità del voto". Lo dichiara l'onorevole Daniela Santanché di Forza Italia.
 

 

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