Lunedì 11 Dicembre 2017 - 17:30

Pochi 5 mila euro. No accordo tra body builder e tassista picchiato

Milano, il conducente dell'auto bianca ha rifiutato l'offerta del giovane che l'aveva aggredito staccandogli un orecchio | VIDEO

Antonio Bini ai domiciliari dopo processo per direttissima

Nessun accordo, almeno per il momento, tra Antonio Bini, il body builder 29enne (nella foto) che lo scorso 28 novembre ha aggredito Pier Federico Bossi, quasi staccandogli un lobo di un orecchio a morsi, e il tassista 48enne.

Il giovane ha aggredito e malmenato il conducente dell'auto bianca in via Lepetit, a pochi passi dalla Stazione Centrale di Milano.

La prognosi per il tassista 48enne è stata di 30 giorni: oltre al lobo quasi staccato, aveva il naso fratturato, diverse contusioni e un clavicola lussata. Bini, difeso dagli avvocati Beatrice Saldarini e Patrizia Pancanti, ha offerto un risarcimento di 5 mila euro e ha chiesto la sospensione del processo e l'affidamento in prova ai servizi sociali. La somma, però, non è stata ritenuta congrua dal tassista e dai suoi legali Mauro Mocchi e Sostene Invernizzi. Il giudice Carlo Cotta, dell'undicesima sezione penale, ha deciso di dare tempo fino al 5 febbraio alle parti per trovare un accordo.

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