Giovedì 06 Aprile 2017 - 19:15

Pizzaiolo campione del mondo: La pizza è patrimonio d'Italia

Intervista a Leone Coppola, patron della pizzeria di Gavirate 'Vecchio Ottocento'

Pizzaiolo campione del mondo: La pizza è patrimonio d'Italia

"Non si può attribuire a Varese il primato della pizza più cara del mondo, noi vogliamo quello della qualità". A dirlo non è un pizzaiolo qualsiasi, ma Leone Coppola, due volte campione del mondo della pizza. Leone, di origine pugliese e presidente del gruppo pizzaioli varesini, risponde così a LaPresse, che gli chiede conto della classifica condotta da Napoli Pizza Village, che addita Varese come il luogo dove è più costoso mangiare una Margherita insieme con una bibita, con un prezzo fino a 11,58 euro, contro i soli 6,73 euro di Napoli. Il patron della pizzeria di Gavirate 'Vecchio Ottocento' e primo a fare la pizza senza glutine, rivendica inoltre, forte delle sue origini che lo rendono insospettabile, il fatto che la pizza "è nata al Sud, ma è poi diventata un piatto della tradizione italiana".

Come ha fatto un varesino d'adozione a vincere per due volte il titolo di campione del mondo di pizza a Parma, nella categoria 'classica' nel 2013 e 'di coppia' con lo chef Matteo Pisciotta nel 2016?

Ho origini pugliesi e ho lavorato nel mulino del mio paese Ascoli Satriano, che è anche il paese di Michele Placido. Poi ho fatto il panettiere e mi sono dedicato con impegno e amore al lavoro, ottenendo grandi risultati. La famiglia mi ha aiutato molto.

Cosa si prova a diventare campioni del mondo della pizza? Si sta preparando per il prossimo mondiale, che si terrà dall'8 al 10 maggio a Parma?

E' un premio molto ambito per un pizzaiolo, perché dà la garanzia al cliente che sta apprezzando un prodotto di buona qualità e digeribilità. Mi sto allenando con costanza. Ci sarà il premio per la miglior pizza senza glutine, per la pizza al metro e poi si terranno gare di abilità, velocità e larghezza. Per la gara di velocità, ad esempio, dovrò 'tirare' 5 pizze in meno tempo possibile. In quella di larghezza, cercherò di portare un panetto di 500 grammi ad almeno un metro di circoferenza e con soli 5 minuti di tempo.

Come ha appreso la notizia della classifica di Napoli Pizza Village che mette Varese in cima ai luoghi più cari dove mangiare pizza?

Non è assolutamente vero, non si può attribuire a Varese il primato della pizza più cara d'Italia. Noi vogliamo il primato della qualità, non quello della pizza più costosa.

E' vero che lei è stato il precursore della pizza senza glutine?

Nel lontano 2005 ho fondato la prima pizzeria italiana senza glutine qui nella provincia. C'era un posto dove facevamo solo ed esclusivamente la pizza senza glutine. Abbiamo studiato e abbiamo capito il problema.

Quest'anno la pizza napoletana potrebbe diventare Patrimonio Mondiale dell'umanità dell'Unesco. Cosa significa per voi pizzaioli?

Loro hanno lavorato per ottenerlo, ma questo riconoscimento sarebbe di tutti i pizzaioli nazionali, non solo napoletani. Non c'è l'esclusiva. Sarebbe da dividere con i pizzaioli che lavorano ovunque e sette giorni su sette, dalla mattina alla sera. È un'arte.

Ma la pizza può ancora dirsi di Napoli e del Sud, oppure è ormai sinonimo d'identità italiana?

E' nata al Sud, ma poi è stata estesa in tutta Italia e in tutto il mondo. Napoli è una bellissima città e ho tanti amici lì. Ma ognuno fa il suo per rendere gustoso questo piatto della tradizione italiana.

Scritto da 
  • Lorenzo Allegrini
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