Mercoledì 01 Giugno 2016 - 19:00

Piazza Affari appesantita dalle banche, male il Banco Popolare

Istituti di credito sotto pressione nei giorni clou dell'operazione Veneto Banca e in attesa dell'ok della Consob all'aumento di capitale del Banco Popolare

Piazza Affari appesantita dalle banche, male il Banco Popolare

Piazza Affari ha chiuso in ribasso appesantita ancora una volta dal comparto bancario, alla vigilia della riunione della Banca centrale europea. Le banche sono sotto pressione nei giorni clou dell'operazione Veneto Banca e in attesa dell'ok della Consob all'aumento di capitale del Banco Popolare. Questa mattina alla Borsa di Tokyo l'indice Nikkei ha perso oltre 1,5 punti percentuali, alla luce del rafforzamento dello yen nei confronti del dollaro Usa. Il premier nipponico Shinzo Abe ha annunciato di rimandare di due anni e mezzo il rialzo dell'Iva. Debole il petrolio, mentre cresce la tensione tra gli operatori in vista dell'oramai imminente riunione dell'Opec che si terrà a Vienna e che, stando ad una parte degli analisti internazionali, potrebbe vedere l'organizzazione che riunisce i produttori di petrolio prendere decisioni sul livello di produzione di greggio su scala globale. In questo quadro, a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha perso l'1,19% a 17.810 punti.

Tonfo del Banco Popolare (-6,29% a 4,168 euro) in vista dell'aumento di capitale da 1 miliardo di euro che dovrebbe partire la prossima settimana. Un aumento richiesto dalla Bce come passo necessario prima della fusione con la Popolare di Milano. Come già annunciato dall'a.d. Pier Francesco Saviotti, l'aumento sarà offerto integralmente in opzione ai soci della banca veronese e il via libera della Consob al prospetto informativo dell'operazione dovrebbe arrivare entro fine settimana. Forti vendite anche sugli altri titoli del comparto bancario: Popolare di Milano ha ceduto il 4,73%, Popolare dell'Emilia Romagna il 4,3%, Montepaschi il 3,85%, Ubi Banca il 2,57%.

Debole Poste Italiane (-0,72%), all'indomani della decisione del governo di approvare il decreto che consente il piazzamento del 29,7% del gruppo sul mercato, dopo che nei giorni scorsi è stato annunciato il trasferimento del 35% alla Cassa Depositi e Prestiti. In ribasso anche Fca (-2,96%), nonostante abbia venduto nel mese di maggio 204.452 auto negli Stati Uniti, in aumento dell'1% rispetto allo stesso mese del 2015. Questo risultato fa segnare al gruppo il miglior maggio degli ultimi 11 anni. A trainare le vendite il marchio Jeep, che ha segnato un aumento del 14% e quindi un primato assoluto di vendite mensili.

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