Martedì, Settembre 6, 2016 - 12:15

Pescara in A, terra di condottieri

Pescara in A, terra di condottieri

La prima serie A nel 1977, l'ultima nel 2013. Poi i playoff vinti con il Trapani e il ritorno nell'Olimpo del calcio italiano. La storia del Pescara è ricca di imprese e sorprese. Spesso legate al nome di un condottiero che indossa i panni dell'allenatore. E' successo con Giancarlo Cadè, l'uomo che per primo conquistò il salto dalla B vincendo gli spareggi con Atalanta e Cagliari. Esattamente dieci anni più tardi è stato Giovanni Galeone, con una squadra attrezzata per la C1 e invece ripescata in B a conquistare di nuovo la serie A nel 1987. Lo Stesso Galeone nel 1992 è riuscito a ripetersi dopo una breve parentesi a Como. Anche in quella occasione il Pescara è stato una meteora nella massima serie. Finisce in B e presto inizia un lento e inesorabile declino che porta al fallimento della società avvenuto nel 2009. Anno in cui nasce la Delfino Pescara e gioca Lega Pro. Qui si mette in evidenza il tecnico Eusebio Di Francesco, capace di vincere i playoff per la B. Nel 2011-12 il Pescara è allenato da Zdenek Zeman. E' la squadra del tridente offensivo Immobile-Insigne-Sansovini, la pura esaltazione del gioco offensivo del boemo (90 gol in 42 partite). Il Pescara torna in A dopo 20 anni e ci rimane solo una stagione. La società è solida e lo staff tecnico competente. Non scocca la scintilla con mister Baroni ed ecco l'idea di promuovere alla guida della prima squadra Massimo Oddo, uno dei campioni del Mondo del 2006. Il Pescara si qualifica ai playoff ma non li supera. Oddo prolunga il contratto e si riscatta dodici mesi più tardi. Raggiunge gli spareggi per la promozione, elimina il Novara e batte il Trapani in finale. E' lui a lanciare bomber Lapadula, il capocannoniere della stagione.

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Mercoledì, Marzo 9, 2016 - 09:30

Totti, il campione di tutti

Per qualche minuto Madrid si è trasformata in provincia d'Italia. E' successo quando è entrato in campo Francesco Totti, nelle battute finali di Real-Roma, gara di Champions League. Il pubblico spagnolo gli ha riservato una standing-ovation, come accaduto per pochi altri grandi calciatori in quello stadio. Campioni, non avversari. E' quello che accade di fronte un personaggio in grado di incantare ad ogni tocco di palla, campione di tutti, non di una squadra sola.

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Mercoledì, Febbraio 3, 2016 - 17:15

Intervista a Sara Anzanello

La storia di Sara Anzanello: oltrepassare i limiti per vivere l’impossibile. Non c'è tempo, nemmeno di avere paura, forse è meglio così. Quando una malattia attacca improvvisamente si chiama fulminante. Il mondo che conosci smette improvvisamente di girare. Le tue partite, quelle da vincere davvero, si spostano da un palazzetto a una stanza di ospedale. E successo a Sara Anzanello, centrale campione del Mondo con la Nazionale italiana di pallavolo. Si trova a Baku, nella Superliga dell’Azerbaigian, quando è colpita da un’epatite fulminante. 

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