Martedì 13 Settembre 2016 - 07:30

Pensioni, uscita a 63 anni: anticipo di 3 anni e 7 mesi

La proposta del governo in via sperimentale dal 2017 per due anni

Incontro tra il sottosegretario Nannicini e i sindacati sul dossier pensioni

L'anticipo pensionistico (Ape) potrebbe essere possibile per tutti coloro che hanno almeno 20 anni di anzianità lavorativa e 63 anni di età. Questo il punto al centro della trattativa tra Governo e sindacati. Si tratta di un'ipotesi di lavoro su cui si sta ancora discutendo. L'anticipo rispetto all'età pensionabile attuale è, quindi, di 3 anni e 7 mesi. L'incontro tra Governo e sindacati, a cui ha preso parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, costituisce una tappa di un percorso che dovrebbe concludersi il 21 settembre, con l'incontro tra l'esecutivo e le sigle sindacali. Il sistema di anticipo pensionistico, allo studio di Palazzo Chigi, dovrebbe entrare in vigore dall'anno prossimo, con un periodo di prova di due anni, permettendo a tutti i lavoratori nati tra il 1951 e il 1954 di andare in pensione in anticipo di uno, due o tre anni e sette mesi, accollandosi però parte dei costi.

"Se sono ottimista ad arrivare ad un punto di condivisione da parte dei sindacati? Io mi auguro di sì, lavoro per questo. Poiché parliamo di un contesto molto largo, credo che comunque sia importante e ragionevolmente prevedibile un apprezzamento del lavoro che abbiamo fatto e stiamo facendo proprio perché abbiamo portato questo tema dentro la legge di bilancio e lo faremo in maniera condivisa o, comunque, a seguito di un confronto molto approfondito", la posizione del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, "si continua a lavorare, valutare e individuare le platee di riferimento. Insomma, il lavoro di preparazione che va fatto. Il 21 ci sarà l'incontro e spero che quella sia la condizione per arrivare, tra virgolette, molto vicino al punto finale. Io sono fiducioso". "Alla fine di questa discussione - ha chiarito il ministro - ognuno esprimerà il suo grado di soddisfazione, diciamolo in questa maniera. Poiché parliamo di molte cose, per cui parliamo delle pensioni, della quattordicesima, dell'Ape, della ricongiunzione onerosa, parliamo di molti pezzi, può essere che qualcuno sia pienamente soddisfatto della soluzione che adottiamo per una parte e possa non essere pienamente soddisfatto per qualcos'altro".

Scritto da 
  • Luca Rossi
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