Giovedì 07 Luglio 2016 - 12:15

Pensioni, Inps spinge verso flessibilità: Basta iniquità

E sul Jobs act: "Ha funzionato, 2015 è stato un anno positivo per i giovani"

Pensioni, Inps spinge verso flessibilità: Basta ritardi e iniquità

L'Inps spinge per un sistema pensionistico più flessibile. "Ci sono forme di flessibilità sostenibile alla nostra portata", si legge nella Relazione annuale dell'istituto, e "perpetrare il ritardo nel trovare soluzioni sostenibili rischia di alimentare ancora il ricorso a soluzioni inique e onerose, ovvero a soluzioni estemporanee e scarsamente efficaci". L'Inps sottolinea che "queste forme di flessibilità darebbero risposte sia a coloro che vogliono uscire dal mercato del lavoro, pur consapevoli che una scelta anticipata ridurrebbe per sempre il loro trattamento pensionistico sia a coloro che devono entrare nel mercato del lavoro".

Secondo l'istituto "un sistema previdenziale flessibile favorirebbe il turnover tra vecchie e nuove generazioni e darebbe impulso ad un mercato del lavoro asfittico per effetto di una crisi economica dalla quale si fa fatica ad uscire definitivamente". "Sarebbe perciò paradossale che il confronto in atto fra governo e sindacati sulla flessibilità in uscita si concludesse ancora una volta con interventi estemporanei e parziali", ha affermato il presidente dell'Inps, Tito Boeri. "Nello studiare i correttivi bene valutare i costi amministrativi in rapporto al numero di beneficiari", ha aggiunto.

Sul fronte spesa pensionistica sul Pil, escludendo le indennità di invalidità civili, il rapporto è salito nel 2015 al 15,6%, a fronte della percentuale del 15,3% del prodotto interno lordo registrato nel 2014. Lo si legge nel Repporto annuale dell'Inps. Nel 2015 l'istituto previdenziale ha speso per le pensioni 273,074 miliardi di euro, contro i 268,817 miliardi dell'anno precedente, pari a un incremento dell'1,58%.

IL JOBS ACT FUNZIONA. "Con il cosiddetto Jobs Act si è davvero finalmente pensato ai giovani e al loro ingresso nel mercato del lavoro. Non c'è dubbio che il 2015 sia stato un anno di grande cambiamento nelle modalità d'ingresso dei giovani nel nostro mercato del lavoro", ha dichiarato inoltre Boeri.

"C'è stato un forte incremento nella quota di assunzioni con contratti a tempo indeterminato ai danni dei contratti a tempo determinato. Il numero dei contratti senza una data di scadenza è aumentato del 62%, addirittura del 76% per i giovani con meno di 30 anni. In questa fascia di età la percentuale di occupati con contratti a tempo determinato o stagionali è scesa dal 37% al 33%". "Insomma - ha aggiunto - finalmente un anno positivo per il mercato del lavoro dei giovani".

 

 

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  • redazione web
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