Sabato 04 Marzo 2017 - 12:15

SinistraDem sostiene Orlando. Il ministro: Voglio ricostruire partito

Per Cuperlo, il Guardasigilli è "punto di equilibrio". E da Roma lancia l'affondo: Renzismo alle spalle

SinistraDem sostiene Orlando. Il ministro: Voglio ricostruire partito

Andrea Orlando è la "figura oggi capace di mettere in sicurezza il progetto del Pd, è' un punto di equilibrio". Così Gianni Cuperlo intervenendo all'iniziativa di Sinistradem 'Il Pd che vorrei a sinistra', cui partecipa anche il ministro, e candidato al congresso, Andrea Orlando, proponendo all'assemblea di sostenere al congresso democratico la candidatura del ministro.  "La stagione alle nostre spalle si sta consumando - continua - e l'alternativa a quella leadership si compirà".
E per lo stesso Orlando, ""Non viviamo con sofferenza la scissione di quelli che fanno cento tessere con la carta di credito". "Io e Gianni (cuperlo, ndr) - continua - abbiamo provato ad evitare questo tragico errore della scissione, abbiamo perso. E tuttavia io non mi rassegno all'idea, voglio lavorare per far tornare tutti quei compagni e quelle compagne che hanno appeso le scarpe al chiodo". 

RICOSTRUIRE IL PARTITO - "Io voglio ricostruire il partito democratico. Mi considero un uomo di sinistra senza nessun complesso perché rifiuto le caricature di chi vuol dipingere la componente di sinistra che ha fatto nascere il Pd come un gruppo di nostalgici. Dobbiamo avere rispetto per quella storia politica, non è nostalgia rivendicare la capacità di aver saputo guidare tanti cambiamenti. La lotta politica è diventata senza quartiere ed è mirata all' annientamento del nemico interno ed esterno, così non vive una comunità. Abbiamo smesso di divertirci, io voglio tornare a divertirmi facendo politica", ha detto Orlando. Credo che sia giusto in questi due mesi far vivere quella riflessione che non si è fatta all'indomani del referendum. La sfida è adesso è non abbiamo altra strada che provare a dare una risposta", continua. "Se vincerò - rilancia - questa sfida e credo che ci siano le condizioni voglio cambiare le regole che disciplinano questo partito".

NON CAVALCARE ANTIPATIA PER EUROPA - Orlando ha promesso che "non cavalcherò la progressiva antipatia che si è costituita nella società italiana contro l'integrazione europea. La battaglia è dentro l'Europa. Capisco che strizzare l'occhio a pulsioni populiste può fare comodo, ma io non lo farò. La prima cosa che dobbiamo costruire è una forza politica che sia europea. Non saremmo credibili sei nei prossimi mesi non lavorassimo all costruzione di una grande forza progressista europea, che non è oggi il Pse".

PRIMARIE APERTE A TUTTI - "Io penso che fare eleggere il segretario di un partito da parte di tutti gli italiani che lo vogliano e non dagli iscritti rievoca il giudizio del ragioniere più famoso del cinema sulla corazzata più famosa della storia", ha aggiunto Cuperlo. "Mi sono tolto un peso, da tre anni volevo dirlo", scherza poi. Secondo Cuperlo, "la frattura del partito democratico è stata per mille ragioni un momento doloroso. Considero la rottura un errore e una sconfitta innanzitutto da parte di chi doveva fare tutto il possibile per evitarlo. Ma oggi non alzo il dito contro una classe dirigente inadeguata perché non è stata all'altezza di una grande sfida". "La nostra vuole essere un'alternativa per quel mondo che ci si era candidati a rappresentare", continua Cuperlo, "io non credo al vantaggio dei sondaggi che danno il segretario uscente ancora in vantaggio, vedo un'altra pellicola e vedere nella storia della sinistra è sempre stato preludio di combattere".

Per quanto riguarda l'ex premier Matteo Renzi, Cuperlo ribadisce non si tratti di "ostilità verso una persona  che con il governo ha fatto anche cose importanti - migranti, battaglia in Ue, diritti civili, carceri - ma la ragione vera di quell'alternativa vive altrove, nel fatto che questo non è più un paese stabile e serve una svolta con cui la sinistra può scrivere un capitolo nuovo". "In ogni cosa si può vincere o perdere,  quello che non puoi fare è perdere dicendo di aver vinto. Se chi è vicino non ha forza o autonomia per fermarti bisogna che siano altri per imporre un cambio di passo o di stagione", continua. "ll problema non è  solo chi sta al timone ma la strada che prendi - sostiene Cuperlo - La risposta a un mondo guasto non è una gita in California, vuol dire che non si è capito che dopo una rivoluzione di impatto come questa serve una riforma anche morale. Quando il mondo sta cambiando come ora la risposta non è mai una guida solo illuminata ma un popolo che si illumina. Senza di questo arriva la destra, guardate Washington" .

 

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