Venerdì 10 Marzo 2017 - 18:30

Pd, al Lingotto Renzi lancia la sua sfida: Siamo eredi non nostalgici

L'ex premier: "Ridare significato alla parola 'Compagni' che deriva da cum-panis, cioè condividere il pane e stare insieme"

Pd, al Lingotto Renzi lancia la sua sfida: Siamo qui da eredi non da nostalgici

 "Rivendicare il futuro: questa è la sfida che dobbiamo lanciare da Lingotto. Per una forza che si chiama progressista suona controcorrente". Così Matteo Renzi lancia la scalata al Pd dal Lingotto. "Non dobbiamo cedere alla paura che costruisce il muro che ti intrappola, pur essendo nato per proteggerti. La parola non può non volare a Donald Trump e le sue parole contro la Clinton" ha sottolineato l'ex premier.  

 "Il Lingotto è il luogo della tradizione operaia e del Partito democratico. Riconoscere i ruoli di una tradizione anche recente ha un valore. Qui Walter Veltroni, a cui va il nostro saluto, fondò il Pd. Ma questo non è un luogo di nostalgia. C'è differenza tra essere eredi ed essere reduci, altrimenti il futuro appartiene soltanto a chi dice solo di No. Franklin Delano Roosevelt diceva: l'unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa".  
 

EREDI NON REDUCI "Qui Walter Veltroni, cui va il nostro saluto, volle il primo atto del nuovo Pd ma noi non siamo in un luogo della nostalgia, non pensiamo che il collante possa essere la nostalgia. Siamo qui per rivendicare il domani riconoscendo che il diritto alla verità si conquista lottando, c'e' una differenza tra essere eredi e essere reduci" ha voluto ricordare Renzi.
 

COMPAGNI. "Siamo qui per ridare significato alla parola 'Compagni' che deriva da cum-panis, cioè condividere il pane e stare insieme" ha precisato Renzi. "L'antipolitica non è solo il populista che parla nei talk show ma anche il tecnocrate che fa tutto come vuole perché pensa che tanto il ministro va ma il burocrate resta. Il Pd è l'unica alternativa a partito azienda da un lato e partito algoritmo dall'altro".

COL GOVERNO. "E' stato approvato il reddito di inclusione e la prima forma di organizzazione di lavoro autonomo, l'Eni ha firmato un accordo straordinario con gli americani sul Mozambico e ieri mi ha telefonato il sindaco di Amatrice annunciandomi di che si farà il centro sportivo con 20 alunni necessari. Ho ancora la pelle d'oca. Per tutte queste cose siamo convintamente al fianco di Gentiloni" ha aggiunto Renzi.

EUROPA. "La prima proposta concreta del Pd dev'essere togliere la gestione della politica europea soltanto alle tecnocrazie di addetti ai lavori". Così Matteo Renzi a Lingotto. "Per questi motivi l'Italia deve impegnarsi per l'elezione diretta del presidente della Commissione europea e il presidente del Pse lo sceglieremo con primarie transeuropee", aggiunge.

SEGRETARIO-PREMIER. "Ci serve un partito che sappia ascoltare e che sia consapevole della propria forza. Il candidato premier  segretario è una consuetudine europea. Se non fossi stato capo del partito non avrei ottenuto i risultati che invece ho ottenuto. Non perché ero capo del governo ma perché avevo il 41% e il sostegno della gente. Ero forte con i miei numeri: 11.2, i milioni di voti avuto dal Pd" ha chiosato Renzi.

Presenti in prima fila il tesoriere Pd, Francesco Bonifazi, Piero Fassino e Sergio Chiamparino. Arrivato anche il presidente Pd, Matteo Orfini e il deputato Andrea Marcucci. L'ex segretario Ds e il presidente della Regione Piemonte si sono fatti scattare foto insieme e stringono mani agli iscritti alla kermesse renziana. Tra i parlamentari anche le piemontesi Silvia Fregolent e Paola Bragantini ed Emanuele Fiano. Molti i politici torinesi e regionali presenti: dal  segretario Pd regionale Davide Gariglio al presidente del Consiglio piemontese,  Mauro Laus.

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