Venerdì 17 Febbraio 2017 - 08:45

L'appello di Renzi: Non andatevene, evitiamo una scissione

"Bloccate le macchine della divisione. Le porte sono aperte, nessuno caccia nessuno". Franceschini: "Primarie a maggio"

Pd, Renzi alla minoranza in vista dell'assemblea: Non andatevene, evitiamo scissioni

 "Faccio un appello ai dirigenti: bloccate le macchine della divisione. Non andatevene, venite. Partecipate. Le porte sono aperte, nessuno caccia nessuno". Così l'ex premier e segretario del Pd, Matteo Renzi, in un'intervista al Corriere della Sera, sottolineando che il Pd "può ancora essere salvato". "Ma un partito democratico - precisa il segretario dem - non può andare avanti a colpi di ricatti. Apriamo le sedi dei circoli e discutiamo".  

"Due settimane fa erano in tv per promuovere la raccolta di firme per chiedere il congresso e adesso chiedono di rinviare il congresso? Basta polemiche, vi prego. Non c'è luogo più democratico del congresso per parlare del futuro dell'Italia", aggiunge Renzi riferendosi alla minoranza del Pd. "Io voglio evitare qualsiasi scissione. Se la minoranza mi dice: o congresso o scissione, io dico congresso. Ma se dopo che ho detto congresso loro dicono 'comunque scissione', il dubbio è che si voglia comunque rompere. Che tutto sia un pretesto. Toglieremo tutti i pretesti, tutti gli alibi".

 Quanto alle prossime elezioni, "chi lo sa? La data del voto interessa solo gli addetti ai lavori", rimarca Renzi, si può arrivare alla fine della legislatura, "in teoria", ma "in pratica deciderà il presidente della Repubblica, sulla base della situazione politica". "Mandarlo a casa? Ma perché queste banalità?", replica poi alla domanda se abbia fretta di far cadere il premier, "Gentiloni merita il nostro sostegno sempre".
 

SU BERSANI. "Non scherziamo. Il Pd non è un partito personale. È più forte dei singoli. Prodi, Veltroni, Bersani, Renzi: i leader passano, il Pd resta" ha risposto Renzi a Pier Luigi Bersani che ha detto di non poter più stare nel 'Pdr', il partito di Renzi.

SU D'ALEMA. Parole dure per Massimo D'Alema: "D'Alema nutre nei miei confronti un rancore personale che è evidente. Non voglio più polemiche. C'è stato un tempo ormai lontano in cui lui ha rappresentato la speranza di fare le riforme in Italia: adesso conduce solo battaglie personali. Di solito il suo obiettivo è distruggere il leader della sua parte quando non è lui il capo. Ci è riuscito con Prodi, Veltroni, Fassino. Vediamo se ce la farà anche stavolta. Io spero di no, ma lo decideranno i votanti alle primarie".

FRANCESCHINI: PRIMARIE A MAGGIO.  "Se ci capiterà questa disgrazia della scissione cosa scriveranno tra 10 anni gli storici? E' successo perché alcuni volevano fare il congresso a settembre e altri ad aprile? Sarebbe incomprensibile. Ma per il nostro popolo lo è anche ora". Lo afferma, in un'intervista a Repubblica, il ministro dei Beni culturali ed esponente dem, Dario Franceschini. La sua proposta di mediazione tra il segretario Matteo Renzi e la minoranza del Pd è allungare i tempi del congresso fino a maggio, con primarie il 7, poi la campagna elettorale per le amministrative di giugno e trasformare la convenzione, cioè la presentazione dei candidati, in un appuntamento di tre giorni per discutere anche linea del partito. Franceschini ammette di non essere equidistante, appoggia la maggioranza renziana, ma "capisco il disagio della minoranza", sottolinea. "Poi bisognerebbe ragionare anche su un semplice calcolo algebrico. Visto che ci sono tre poli equivalenti, noi, Grillo e la destra, se il Pd si divide è più facile che le elezioni le vincano o i 5stelle o Berlusconi e Salvini".

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