Venerdì 19 Gennaio 2018 - 15:45

Pd, Orfini: "LeU? Evitiamo scenari confusi alla D'Alema. No larghe intese"

Per il presidente del Partito democratico Renzi è la prima scelta per palazzo Chigi, senza escluderne però altri. E l'obiettivo da raggiungere alle urne è il 25%

Porta a porta, ospiti Danilo Toninelli e Matteo Orfini

Matteo Orfini commenta le parole del ministro Graziano Delrio che non esclude di poter ragionare con Liberi e Uguali di Pietro Grasso dopo le elezioni del 4 marzo, qualora ci siano convergenze sul programma. Ma il presidente del Pd dice 'no' a "scenari confusi" e alle larghe intese con Silvio Berlusconi. Spiega anche che il nome di Matteo Renzi è "la prima scelta" per palazzo Chigi, senza escluderne però altri. E fissa alla 'soglia Bersani' del 25% l'obiettivo da raggiungere per il Pd alle urne.

E' d'accordo con l'apertura del ministro Graziano Delrio a LeU in una prospettiva post elettorale? Noi abbiamo proposto a Liberi e Uguali un'alleanza prima del voto e abbiamo visto com'è andata. Ora il nostro obiettivo è avere i numeri per governare con la nostra coalizione: Pd, Insieme, +Europa e Civica popolare. Noi vogliamo evitare scenari di larghe intese e non vogliamo scenari confusi come quelli che prospetta LeU attraverso D'Alema che parla di governo del presidente. Chiediamo agli elettori di Liberi e Uguali di votare per il Pd proprio per evitare gli scenari evocati da D'Alema.

Se la sente quindi di dire 'mai con Berlusconi'? Il nostro obiettivo è di non governare con questo centrodestra.

Neanche con un suo pezzo? Neanche

Tra Boldrini e Grasso, lei per chi tifa? Non spetta a me parlarne, mi pare che ci sia un po' di confusione al loro interno. E non credo che in LeU ci sia davvero l'ipotesi di appoggiare un governo M5S perché vorrebbe dire sostenere uno dei principali baluardi dell'antieuropeismo. Dubito che un soggetto politico che si dice di sinistra possa sostenere una forza di questo tipo. Genererebbe soltanto confusione nell'elettorato e vorrebbe dire che è nato più contro Renzi che per dare vita a un vero e proprio partito di sinistra.

L'apertura di Matteo Renzi a un Gentiloni bis o a un premier diverso da lui purché del Pd è reale? E il Partito democratico ci guadagna o ci perde? La legge elettorale non prevede un candidato premier. Noi puntiamo a portare un esponente del Pd. La nostra prima scelta è il segretario che ha vinto le primarie del partito, ma siamo consapevoli che la scelta dipende dalle elezioni e dal Presidente della Repubblica. La nostra prima scelta, ribadisco, è Renzi.

Temete l'astensionismo? Credo voteranno più persone di quanto non si pensi oggi e spero che questo scatto di affluenza ci giovi. C'è un pezzo di Paese che non intende consegnarsi a un'avventura populista.

A quale percentuale punta il Pd? L'obiettivo è stare sopra il risultato delle ultime politiche, quindi sopra il 25%. Dopo aver vissuto una scissione interna, sarebbe un buon risultato. 

Scritto da 
  • Elisabetta Graziani
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