Venerdì 24 Febbraio 2017 - 21:45

Pd, primarie il 30 aprile. Orlando: Non farei il segretario-premier

Approvata in direzione la proposta della commissione. Ma su data e tempi per l'iscrizione si scatena la polemica

Pd, le primarie si terranno il 30 aprile. Ma sulle date si scatena la polemica

Primarie il 30 aprile e assemblea nazionale, per un eventuale ballottaggio o la proclamazione del segretario, il 7 maggio. E' questa la proposta votata dalla commissione per il congresso del Pd e confermata dalla direzione. Il documento sulle regole, che fissa appunto la data al 30 aprile, è stato approvato con 104 voti favorevoli, tre contrari e due astenuti.

"La celebrazione delle primarie avverrà il 30 aprile dalle ore 8 alle ore 20. La presentazione delle liste per le primarie è fissata al 10 di aprile. Ad ogni candidatura possono essere legate una o più liste", ha dichiarato il presidente della commissione per il congresso e vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, intervenendo alla direzione dem. Le candidature per la corsa alla segreteria, ha aggiunto, potranno essere presentate "entro le ore 18 del 6 marzo". La Convenzione nazionale "si celebrerà il 9 aprile". Alle primarie potranno partecipare, ha spiegato Guerini, "quanti si dichiareranno, all'atto della partecipazione alle primarie, elettori del Pd e potranno esercitare il diritto di voto versando 2 euro". Le riunioni di circolo, ha aggiunto, si terranno dal 20 marzo al 2 aprile. Le convenzioni provinciali il 5 aprile.

"Credo che" quella del 30 aprile per le primarie "sia una scelta saggia, corretta, arrivata grazie al lavoro generoso e all'impegno di tutti. A chi dice che è un congresso lampo, vorrei dire che dal giorno dell'approvazione del regolamento alle primarie ci sono 66 giorni, nel 2013 erano 71 giorni. Siamo in linea con i tempi utilizzati nel 2013", ha precisato.

LEGGI ANCHE Pd, Orlando: Io premier? Sono contro cumulo cariche, non sarei in grado

"Ringrazio tutti i componenti della commissione, abbiamo ricevuto un mandato da compiere in tempi molto stretti. Il regolamento è stato approvato all'unanimità dalla commissione e questo è un fatto importante", ha detto inoltre Guerini. "Siamo partiti dal regolamento utilizzato nel congresso del 2013. Abbiamo tenuto quella struttura intervenendo su cose specifiche. Abbiamo ritenuto di fissare una data certa sull'elettorato attivo. Abbiamo stabilito che la platea congressuale di riferimento fosse quella definita dal tesseramento 2016, prorogata al 28 febbraio, dando così un elemento di trasparenza", ha aggiunto.

CUPERLO: QUESTO CALENDARIO E' UN ALTRO ERRORE. Non è d'accordo sulle date scelte Gianni Cuperlo, che, in direzione, ha dichiarato: "Come sapete la mia proposta prevedeva una tempistica diversa e aveva lo scopo di evitare lo strappo. Detto ciò io non ho fatto parte di questa commissione ho rispetto per il lavoro fatto e non posso che prendere atto alla vigilia dell'avvio della fase congressuale, della volontà espressa dai candidati fino ad ora sulla scena. La mia opinione è che anche questo calendario è un altro errore".

Critico anche Francesco Boccia, vicino a Michele Emiliano, che ha concentrato le sue perplessità sulla data di chiusura delle iscrizioni nal partito. "Il rappresentante in commissione di Michele Emiliano ha chiesto che i tempi di iscrizioni al partito fossero allungati leggermente. Io penso che il presidente Guerini debba dire una parola di più sul tema dell'iscrizione. Capisco la preoccupazione di Guerini di non lasciare la possibilità di iscrizione al giorno stesso, ma fissarla al 28 febbraio penso sia un'oggettiva forzatura". "Chiedo - ha aggiunto - che ci sia una riflessione seria perché rischia di creare un cortocircuito nei circoli".

LO STOP DI ORLANDO AL DOPPIO INCARICO. Intanto Andrea Orlando, parlando a Milano a un incontro organizzato dal Corriere della Sera, si propone come il candidato alla segreteria dem in grado di ricomporre le fratture del partito. "Dobbiamo costruire un Pd più inclusivo, meno rissoso, per questo mi sono candidato". "Vorrei che le separazioni non diventassero dei divorzi", insiste il Guardasigilli, "io non voglio essere il candidato della sinistra, di chi se n'è andato, ma quello che unisce le diverse anime".

L'annuncio più importante riguarda però lo stop al doppio ruolo, fino a poco tempo fa ricoperto da Matteo Renzi. "Io premier? Questa è l'unica cosa che non voglio fare, sono contro il cumulo delle cariche", dice sardonico, "conoscendo i miei limiti, non credo sarei in grado di fare" il segretario del partito e il presidente del Consiglio. Meglio puntare su figure capaci "di guidare il governo, ma anche di tenere insieme la coalizione".

 

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