Giovedì 29 Giugno 2017 - 11:00

Pd, Cuperlo: Con Renzi leader rischiamo una sconfitta storica

"Ora si torna a perdere mentre Prodi sposta la sua tenda più lontano"

Pd, Cuperlo: Con Renzi leader rischiamo una sconfitta storica

"Renzi è forte dentro il Pd ma il Pd oggi è debole nella società. Prima le sconfitte in Veneto, Roma, Torino. Poi la sfida sulla Costituzione con esito catastrofico. Ora si torna a perdere mentre Prodi sposta la sua tenda più lontano". Così il dem Gianni Cuperlo in un'intervista a La Stampa. "La domanda - aggiunge riferendosi al segretario dem - è se lui ha una linea in grado di evitare una sconfitta storica. Il mio cruccio è non consegnare l'Italia alla destra. In questo senso la sorte di un leader non può dipendere dalle chances di tornare a Palazzo Chigi".

Le primarie nel centrosinistra, secondo Cuperlo, "potrebbero servire, a patto di capire che la crisi del nostro campo ha toccato una vetta e non ne usciamo con qualche scontro televisivo tra i leader. Ci sono luoghi dove non mettiamo piede da anni e legami sociali letteralmente spezzati. Somigliamo sempre più al ceto politico che dovremmo combattere. Appendevamo al muro Che Guevara e ora rischiamo la parte dei proci a Itaca".

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

Patrizio Cinque (foto tratta dal profilo fb del Sindaco)

Rifiuti, indagato il sindaco M5S di Bagheria per abuso d'ufficio

Notificato il provvedimento di obbligo di firma

Paolo Gentiloni arriva a New York

Gentiloni: "Periodo difficile ma ripresa c'è, attenti a populismi"

"I maestri delle illusioni si riferiscono sempre al passato, un'età dell'oro che non è mai esistita"

Senato - dl su banche venete

Banche, governo prende tempo su mozioni. Soddisfazione da Mdp

Accettato il tentativo di mediazione. questo però deve essere calendarizzato martedì prossimo

Pontida, Matteo Salvini al raduno della Lega Nord

Lega Nord, Leoni fa gli auguri a Bossi: "Affronto di Salvini a Pontida non piaciuto ai militanti"

Il cofondatore del Carroccio prende le distanze dal nuovo leader del suo partito