Venerdì 11 Agosto 2017 - 08:30

Pompiere piromane appiccava roghi per intervenire per primo

Dopo il caso a Ragusa, un nuovo arresto a Pavia per incendio doloso e truffa aggravata. Accertamenti ancora in corso

Incendio Ditta smaltimento rifiuti

Desideroso di poter emulare i suoi idoli televisivi, i protagonisti di una recente serie televisiva in cui sono raccontati gli interventi di una squadra di vigili del fuoco in una metropoli degli Usa, aveva pensato di creare l'occasione appiccando dei piccoli incendi nelle vicinanze della propria abitazione e del distaccamento che poi raggiungeva per poter dare l'allarme e intervenire per primo. Così un vigile del fuoco è stato denunciato in stato di libertà a Pavia per incendio doloso e truffa aggravata.

Per provare 'l'adreanalina operativa' si sarebbe trasformato in piromane P.M., classe 1989, nato a Novara e residente a Palestro (Pavia), volontario dei vigili del fuoco. L'uomo è considerato l'autore degli incendi verificatisi: in data 25.02.2014 e 28.03.2014 a Robbio Lomellina (PV), ai danni di cassonetti per i rifiuti; in data 24.04.2014 a Palestro (PV), ai danni di un deposito per i rifiuti; in data 15.05.2014 a Rosasco (PV), ai danni di una strada vicinale, relativamente a sterpaglie; in data 23.09.2014 a Palestro (PV), ai danni di un'area per lo stoccaggio dei rifiuti; in data 01.01.2015 a Palestro (PV), ai danni di un cassonetto per rifiuti; in data 28.03.2017 a Confienza (PV), ai danni di un cassonetto per i rifiuti. Per altri episodi, avvenuti tra il 2016 e il mese di marzo 2017, ci sono ancora accertamenti in corso. I carabinieri, di fronte a incendi concentrati in una zona circoscritta e ai danni di cassonetti dei rifiuti e sterpaglie, avevano notato che a intervenire sul posto per primo era sempre lo stesso vigile del fuoco volontario e hanno deciso di approfondire gli accertamenti sul suo conto, riuscendo a scoprire che era lui stesso autore.

Ad aiutare le indagini dei carabinieri alcune telecamere posizionate nei pressi delle aree di stoccaggio dei rifiuti colpite che lo hanno registrato mentre appiccava il fuoco, per raggiungere subito dopo il proprio comando e così essere il primo a ricevere la chiamata e dare il via operativo all'intervento della squadra. Proprio il 'brivido' di poter giungere sul posto con le sirene spiegate è risultata la ragione di quanto commesso dal giovane vigile del fuoco. Lui stesso, ai militari che gli contestavano le prove raccolte a suo carico, si è giustificato, ammettendo i propri addebiti, dicendo che aveva trovato l'incarico 'noioso' perchè in Lomellina, zona pianeggiante, coltivata a riso e quindi quasi priva di boschi, capitava di rado di dover intervenire operativamente.

In seguito agli interventi il giovane aveva ricevuto la retribuzione prevista, in ottemperanza a quanto previsto dalle normative, che prevedono un pagamento mensile per i volontari sulla base delle chiamate e degli interventi effettuati. il vigile del fuoco è stato quindi indagato anche per il reato di truffa aggravata. Il giovane, dopo essere stato scoperto, oltre ad aver ammesso le proprie responsabilità si è dimesso spontaneamente dall'incarico.

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