Domenica 27 Marzo 2016 - 12:15

Pasqua, Papa: Vicini a vittime terrorismo, no ad abissi di odio

Il pensiero di Bergoglio a chi soffre per violenze e guerre

Pasqua, Papa: Vicini a vittime terrorismo, non sprofondiamo in abissi di odio

"Di fronte alle voragini spirituali e morali dell'umanità, di fronte ai vuoti che si aprono nei cuori e che provocano odio e morte, solo un'infinita misericordia può darci salvezza. Solo Dio può riempire col suo amore questi vuoti, questi abissi, e permetterci di non sprofondare". Questo il messaggio di Papa Francesco che ha celebrato la Messa di Pasqua a San Pietro e impartito la benedizione 'Urbi et Orbi'. Bergoglio ha dedicato il suo pensiero alle vittime delle guerre e del terrorismo. "Il mondo è pieno di persone che soffrono nel corpo e nello spirito, mentre le cronache giornaliere si riempiono di notizie di efferati delitti, che non di rado si consumano tra le mura domestiche, e di conflitti armati su larga scala che sottomettono intere popolazioni a indicibili prove", ha rimarcato Bergoglio, dedicando un pensiero al conflitto in corso in Siria, "Paese dilaniato da un lungo conflitto, con il suo triste corteo di distruzione, morte, disprezzo del diritto umanitario e disfacimento della convivenza civile", e al Medioriente, per cui l'auspicio del Pontefice è "la convivenza fra Israeliani e Palestinesi, come anche la paziente disponibilità e il quotidiano impegno ad adoperarsi per edificare le basi di una pace giusta e duratura tramite un negoziato diretto e sincero".

E poi il ricordo e la "vicinanza alle vittime del terrorismo, forma cieca ed efferata di violenza che non cessa di spargere sangue innocente in diverse parti del mondo, come è avvenuto nei recenti attentati in Belgio, Turchia, Nigeria, Ciad, Camerun e Costa d'Avorio". Un pensiero speciale all'Africa, e in particolare al Burundi, al Mozambico, alla Repubblica Democratica del Congo e al Sud Sudan; ai cristiani perseguitati; "a quanti nelle nostre società hanno perso ogni speranza e gusto di vivere, agli anziani sopraffatti che nella solitudine sentono venire meno le forze, ai giovani a cui sembra mancare il futuro". E ai migranti, con l'invito "a non dimenticare gli uomini e le donne in cammino alla ricerca di un futuro migliore, schiera sempre più numerosa di migranti e di rifugiati - tra cui molti bambini - in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla povertà e dall'ingiustizia sociale. Questi nostri fratelli e sorelle, sulla loro strada incontrano troppo spesso la morte o comunque il rifiuto di chi potrebbe offrire loro accoglienza e aiuto".

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  • redazione web
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