Martedì 27 Settembre 2016 - 07:15

Partita aperta per il referendum, Renzi sceglie il 4 dicembre

Il presidente del Consiglio ieri sera in tv: Vogliamo raddoppiare la 14esima alle pensioni minime

Partita aperta per il referendum, Renzi sceglie il 4 dicembre

Svelata ieri la data del referendum costituzionale: si voterà il prossimo 4 dicembre. Dopo mesi di attesa la Cassazione aveva dato il via libera al quesito ad agosto e il premier Matteo Renzi (intervenuto in televisione dove ha parlato di pensioni minime) ha comunicato in Consiglio dei ministri la scelta del giorno. E non è stata una sorpresa, visto che ormai se ne parlava già da tempo. Si tratta infatti dell'ultima data utile per chiamare alle urne gli italiani, che dovranno valutare la riforma della Costituzione. "Questa Italia, per me, ha bisogno di gente che propone - ha scritto Renzi sulla sua e-news al termine del Cdm - non di gente che urla. E questa Italia deve cambiare, non può rimanere ostaggio dei soliti noti, della solita palude che ha bloccato la crescita dell'ultimo ventennio. Ecco perché ilreferendum costituzionale è fondamentale. E il risultato del referendum non dipende tanto da me, ma da tutti voi".

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Pennarello alla mano e davanti a una lavagna candida, il premier, intervistato da Paolo Del Debbio a 'Quinta colonna' su Rete4 ha spiegato i benefici che il testo Boschi avrà sulla vita del Paese e ha precisato: "Questa non è una grande riforma come quella di D'Alema o quella di Berlusconi, che ha cambiato i poteri del premier. E' la riforma che taglia il numero dei politici. Se riduci le poltrone non riduci gli spazi di democrazia. No, riduci le poltrone".

Insomma, decisa la data ora si darà il via alla campagna referendaria, che per il presidente del Consiglio e segretario del Pd avrà inizio il 29 settembre all'Obihall di Firenze alle 21. La scelta del teatro non è casuale, visto che proprio lì l'8 dicembre 2013 Renzi festeggiò la sua elezione a segretario del Pd, prevalendo alle primarie su Gianni Cuperlo. "La partita è adesso e non tornerà - ha sottolineato Renzi - Non ci sarà un'altra occasione. Sono certo che non la sprecheremo".

E se la campagna per il 'sì' sarà battezzata ufficialmente giovedì, quella per 'no' è partita immediatamente dopo il Consiglio dei ministri. "Il capo ha deciso 4 dicembre. Se avesse potuto avrebbe portato il referendum a Natale. Ma due mesi in più di propaganda non cambiano esito. Tanto vince il No", assicura Arturo Scotto, capogruppo di Sinistra italiana. "Data indegna, Renzi non ha consultato le opposizioni, prestigiatore del gioco delle tre carte - attaccano i deputati M5S della commissione Affari costituzionali della Camera - Ed è altrettanto grave e vergognoso che abbia negato ai cittadini, per così tanto tempo, la possibilità di esprimersi su un tema così delicato e importante, facendo un'indegna melina".

Ironico il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani: "Habemus datam! Dal conclave del Consiglio dei Ministri di oggi, con il classico stile renziano che esclude le opposizioni da qualsiasi decisione, arriva finalmente la data tanto attesa delreferendum costituzionale". Ora che il giorno è fissato, ha proseguito il senatore azzurro "l'imperativo categorico è quello di essere uniti per un no fondamentale per le istituzioni e la democrazia del nostro Paese". "Il 4 dicembre #iovotono per licenziare Renzi" scrive Matteo Salvini su Facebook, mentre Massimo D'Alema da Ercolano tuona: "Questa riforma è un pasticcio".

Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
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