Mercoledì 03 Febbraio 2016 - 15:30

Parolacce e gestacci: quando l'aula diventa volgare

Dalle frasi di Gasparri al dito medio di Bossi: tutte le cattive abitudini dei politici italiani

Proteste della Lega in aula

Le cattive abitudini, e le parole, dei politici italiani tornano a fare notizia, con il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri che, durante il Family day, per insultare un giornalista gli si è rivolto usando il termine "handicappato". Pronta la risposta del collega Matteo Dall'Osso, deputato del Movimento 5 Stelle, che nel corso della seduta in aula ha chiesto le dimissioni di Gasparri e detto senza mezzi termini: "Io, in quanto handicappato,  (è affetto da sclerosi multipla, ndr), avrò le mie inferiorità, ma le assicuro che sono capace di mandare il vicepresidente del Senato affanculo".
Eppure il caso Gasparri purtroppo non è isolato e quanto a male parole, cattive maniere e a volte risse, il Parlamento italiano ha pochi rivali.

Come dimenticare, qualche mese fa, il senatore verdiniano Lucio Barani quando rivolgendosi alla collega del Movimento 5 Stelle, Barbara Lezzi mimò un rapporto orale? O il deputato a 5 Stelle Massimo Felice De Rosa, quando con un casco in mano (era gennaio del 2014), trattenuto da due commessi, disse alle colleghe del Pd Moretti, Campana, Giuliani, Marzano e Gribaudo che erano arrivate in Parlamento perché brave proprio nei "rapporti orali".

Anche da parte Pd, quanto a insulti e volgarità di stampo sessista i deputati non danno il meglio di sé: Carla Ruocco (M5S) denunciò di essere stata chiamata "puttana" dal collega dem Francesco Sanna. Mentre tra i pentastellati in più di un'occasione sono fioccati insulti rivolti agli ex del movimento.

Negli anni, oggetti di diversa provenienza sono stati sventolati e lanciati nelle aule parlamentari: dai volantini, ai soldi, dai faldoni ai cappi, con commessi impegnati nel ritiro della merce il più delle volte strappata dalle mani degli onorevoli maleducati. In più di un'occasione poi, tra Montecitorio e Palazzo Madama, si son visti volare schiaffi o peggio, sono scoppiate vere e proprie risse.

Tornando ancora indietro nel tempo, il pensiero va alla mortadella mostrata e mangiata ai tempi di Prodi dal senatore del centrodestra Nino Strano o il dito medio alzato in più occasioni dal fondatore della Lega Nord Umberto Bossi mentre i suoi compagni Leone Orsenigo prima e Gianluca Buonanno (che arrivò a mostrare in televisione la sua pitola)di partito arrivarono ad esporre un cappio, o ancora l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, in piena campagna elettorale, diede del 'coglione' a chi non lo votava.

E non sono mancati nemmeno gli scontri di natura calcistica: nell' aprile del 1998 si arriva allo scontro fisico tra il deputato di An Gramazio, tifoso dell'Inter, e l'ex calciatore della Juventus Massimo Mauro eletto nelle file del Ds. Gramazio si lancia contro Mauro che lo allontana con un calcio.
 

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  • redazione web
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