Giovedì 04 Agosto 2016 - 17:15

Parlamento, con Caridi sono 9 gli onorevoli finiti in manette

Da Moranino a Galan, i parlamentari per cui è stato autorizzato l'arresto dal dopoguerra a oggi

Senato, si discute la custodia cautelare del Senatore Antonio Stefano Caridi

Con Antonio Stefano Caridi, senatore di Gal accusato di essere al vertice di una cupola segreta della 'Ndrangheta, salgono a nove i parlamentari per cui Camera e Senato hanno autorizzato l'arresto. L'ultimo in ordine di tempo quello del deputato Pd Francantonio Genovese, su cui l'aula di Montecitorio si è espressa il 15 maggio del 2014 con 371 sì, 39 contratri e 13 astenuti. Genovese, che oggi milita in Forza Italia, era imputato per associazione a delinquere, riciclaggio, peculato e truffa. Prima del deputato dem, lo stesso anno e sempre alla Camera, è stato dato l'ok alla custodia cautelare in carcere per Giancarlo Galan, nelle file di Fi e ex ministro del governo di Silvio Berlusconi, con 395 voti favorevoli, 138 contrari e 2 astenuti. Galan era accusato di corruzione per lo scandalo Mose. Andando indietro nel tempo, nel 2012, era toccato a Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita accusato di essersi appropriato di 23 milioni di euro dalle casse della Margherita. Un anno prima è stata la volta di Alfonso Papa, deputato del Pdl, su cui l'aula di Montecitorio si è espressa a favore delle manette dopo 27 anni di dinieghi. Prima dell'ex magistrato coinvolto nello scandalo P4 era toccato al missino Massimo Abbatangelo nel 1984, mentre l'anno prima al Radicale Toni Negri per terrorismo. Il primo sì all'arresto di un deputato è stato pronunciato nel 1955 nei confronti di FrancescMoranino, deputato del Pci, accusato di aver ordinato nel 1944, come comandante partigiano, la fucilazione di cinque altri partigiani ritenuti spie e delle mogli  di due di loro. Moranino fuggì in Cecoslovacchia, fu poi condannato all'ergastolo, ma la pena venne successivamente commutata in dieci anni di reclusione. Nel 1965 ottenne infine la grazia dal presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Il secondo deputato per il quale  Montecitorio autorizzò l'arresto è stato Sandro Saccucci del Msi, accusato dell'omicidio a Sezze Romano di Luigi Di Rosa, di cospirazione politica e istigazione all'insurrezione armata per il  cosiddetto "golpe Borghese". Il sì arrivò il 27 luglio 1976, Saccucci  fuggì in Sudamerica. Sette anni dopo, il 21 settembre 1983, la Camera votò invece l'autorizzazione all'arresto di Toni Negri chiesta dalla  magistratura per reati connessi al terrorismo. Negri, che era stato eletto due mesi prima con i Radicali mentre era in carcere , era però  intanto fuggito a Parigi, rientrò poi in Italia nel 1997 e finì di scontare la sua pena. L'ultimo caso di richiesta d'arresto concessa dalla Camera risale al 18 gennaio 1984, quando i deputati dissero sì all'arresto di un altro missino, appunto Massimo Abbatangelo, per violazione delle disposizioni sulle armi, in seguito a un attentato del '70 contro la sezione del Pci di Fuorigrotta, a Napoli. Durante  tutto il periodo di Tangentopoli Montecitorio respinte 28 richieste di arresto.
 

Scritto da 
  • Donatella Di Nitto
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