Lunedì 03 Aprile 2017 - 12:30

Parla Capello: Juve-Barcellona sfida da 50 e 50, Messi è come Pavarotti

Il tecnico lancia Belotti "più forte di Batistuta" e approva la fama di vittoria di Spalletti

Parla Capello: Juve-Barcellona sfida da 50 e 50, Messi è come Pavarotti

"La vedo una partita da 50 e 50". Così Fabio Capello, proiettandosi alla prossima doppia sfida di Champions tra Juventus e Barcellona e sulle possibilità di qualificazione dei bianconeri. "La Juve vista ieri non mi è piaciuta, troppo morbida e troppa difficoltà nel palleggio", ha analizzato il tecnico friulano ai microfoni di Radio Sport anch'io su Radiouno. "Il Napoli è stato bravissimo nel pressarla e non permetterle di giocare come avrebbe voluto. Se il Barcellona farà questo ci saranno problemi per la Juve. Però il Barcellona non sa difendere, mentre la Juventus si. E' una squadra che potrà segnare qualche gol al Barcellona ma attenzione a non mollare mai. Abbiamo visto ieri, con squadre come Real e Barcellona non devi rilassarti mai fino al 95', possono ribaltare risultato in pochi minuti".

MESSI COME PAVAROTTI. "Messi in fase calante? Non scherziamo, è il Pavarotti del calcio, sono giocatori che ci incantano sempre, straordinari, che ci divertono e possono inventarti l'acuto che ti lascia a bocca aperta. Non sarà il Messi che correva prima, ma la classe è talmente alta che ci farà divertire, speriamo non contro la Juve". Per Capello la lotta scudetto si può considerare chiusa. "Sei punti per questa Juve sono tanti. Non credo che le altre squadre possano raggiungerla. La Juve è conscia della sua forza, nelle prossime deve dimostrare la maturità di vincere col minimo sforzo ma con la cattiveria che caratterizza tutto quello che è juventino". L'ex tecnico di Milan, Juventus e Roma è quindi tornato sulla sfida del San Paolo e sull'atteggiamento 'prudente' della squadra bianconera. "Quando giochi una partita così importante un tecnico non dovrebbe pensare alla successiva. Allegri sapeva che aveva giocatori stanchi per le trasferte sudamericane, è stato bravo a dire quanto ha detto per difendere la squadra. La verità è che il Napoli ha messo sotto la Juventus, che ha fatto un tiro in porta e un gol. La Juventus non riusciva a venir fuori giocando, cosa che gli succede raramente. Il Napoli ha speso molto, aveva una grande chance per agguantare la Roma".

BELOTTI MEGLIO DI BATISTUTA. "Li ho visti contro l'Olanda, sono molto interessanti, hanno giocato con personalità. E' un bel gruppo, interessante sia sul piano tecnico che su quello fisico". Fabio Capello promuove i giovani lanciati dal commissario tecnico Gian Piero Ventura nella sua Nazionale. Tra gli azzurri più in evidenza, il centravanti del Torino Andrea Belotti, grande protagonista in questa stagione: "In questo momento è uno degli attaccanti più forti in Europa", è l'opinione del tecnico friulano. "Sa muoversi, sa fare tutto. E' veloce, forte di testa, potente. Tecnicamente è forse più bravo di Batistuta, ma Batistuta in area di rigore era un mostro". "Se l'Italia può battere la Spagna? Se giochiamo a quattro avremo problemi. Con gli esterni, invece, li abbiamo sempre messi in difficoltà", ha aggiunto.

BENE SPALLETTI. "Io sono andato via da Roma perché dopo cinque anni non riuscivo a dare più niente e non ricevevo più quello che volevo dai giocatori. Era il momento di cambiare aria. Spalletti è un anno e mezzo che è lì, è tornato in una città e in una squadra che conosceva, ha fatto e sta facendo buonissimo lavoro". Così Capello commenta le recenti dichiarazioni del collega toscano, che sostiene di voler lasciare la panchina giallorossa se non riuscirà a vincere qualcosa. "La squadra è ottima, da quello che sento ha ambizioni di scudetto ed è giusto che un allenatore dica quello che lui ha detto", ha spiegato ai microfoni di Radio anch'io Sport su Radiouno. Spalletti "vuole vincere e non solo partecipare e la Roma in questo momento non è una squadra che può partecipare allo scudetto. Sei punti di distacco sono troppi".

INTER AMBIZIOSA, MILAN CAOS. Criticare Donnarumma? No, io lo abbraccerei, già negli spogliatoi, subito dopo. Se il Milan è in quella posizione, lo deve molto anche a Donnarumma. Ha fatto dei miracoli, ha tenuto in piedi la baracca tante volte. Poi, come tutti, si può sbagliare". Capello difende il giovane portiere del Milan ieri autore di una 'papera' nel match contro il Pescara. Il tecnico friulano ha poi parlato del futuro delle milanesi sotto la gestione dei nuovi proprietari cinesi. "Se mi chiedete dell'Inter dico che ha un grande futuro, Suning è una grande società e ha dimostrato subito le sue ambizioni. Nel caso del Milan non si capisce nulla, ancora non si sa chi sono i proprietari", ha spiegato. "Il Milan per la sua storia, il suo curriculum, i successi dovrebbe giocare costantemente in Champions, non solo l'Europa League. Non può stare in quella posizione di classifica, può starci al massimo due anni, dev'essere molto più ambizioso. Ma la strada è lunga e difficile", ha aggiunto Capello.

RITORNO ALLA JUVE. Ero ad Amsterdam "su invito di Seedorf, ha chiamato tutte le persone più importanti per la sua carriera". Fabio Capello smentisce l'ipotesi di un possibile approdo sulla panchina di un'Olanda attualmente in piena crisi. "E' una nazionale scarsa, che non ha più le qualità che aveva in precedenza", ha sottolineato. "Se tornerei alla Juve in caso di partenza di Allegri? Ormai faccio un altro mestiere, la televisione, le telecronache, mi diverto. La Juventus lasciamola ai giovani che hanno idee innovative. Magari se vogliono sentirmi come consigliere...", ha aggiunto l'ex mister bianconero.
 

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