Venerdì 12 Febbraio 2016 - 17:30

Papa a Cuba, storico abbraccio con il patriarca Kirill: Siamo fratelli

Il pontefice è arrivato in Messico, dove rimarrà fino al 18 febbraio

Papa abbraccio patriarca Kirill

L'abbraccio storico tra Papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill c'è stato. E non è stato solo il primo passo per ricucire uno strappo millenario tra cristiani, ma un colloquio in cui i due capi spirituali si sono confrontati su temi etici e strategici per la geopolitica mondiale. Mai, prima d'ora, un vescovo di Roma aveva incontrato un patriarca di Mosca. Oggi i due leader sono stati ospitati a Cuba, nell'aeroporto José Martì dell'Avana, crocevia d'incontri: un'isola che si conferma luogo di disgelo, ma che rappresenta anche un Paese neutro, lontano da quei Paesi europei terre di conflitti tra cristiani. Qui, ad attenderli, c'era il presidente Raùl Castro.

E' stato un incontro programmato da tempo, da almeno due anni, inserito in un viaggio "impegnativo", ma "tanto voluto", come ha detto Papa Francesco in aereo ai giornalisti che erano a bordo con lui, "voluto da mio fratello Cirillo, da me e anche dai messicani".

 

PAPA A KIRILL: FINALMENTE, FRATELLO. "Finalmente, fratello", ha esclamato il Papa abbracciando Kirill, prima di portare la mano al cuore: "Siamo fratelli - ha ribadito - abbiamo tutto in comune". "Anche se le nostre difficoltà non si sono ancora appianate - ha risporto Kirill abbracciando Francesco - c'è la possibilità di incontrarci e questo è bello". "Abbiamo parlato come fratelli, abbiamo lo stesso battesimo, siamo vescovi".

LA DICHIARAZIONE CONGIUNTA. L'appello alla comunità internazionale per porre fine alla persecuzione dei cristiani in Medio Oriente e delle violenze in Iraq e Siria, la deplorazione dello scontro in Ucraina e del terrorismo come crimine in nome di Dio. Ma anche la condanna all'aborto, l'eutanasia e alla procreazione assistita. Così come la definizione di famiglia come istituto fondato sul matrimonio tra uomo e donna. Questi sono alcuni dei temi affrontati nella dichiarazione che i leader spirituali hanno firmato nelle lingue italiana e russa.

KIRILL: LAVOREREMO INSIEME ATTIVAMENTE. E' stata una discussione "piena di contenuti", per il patriarca Kirill,  che "ci ha dato possibilità di comprendere e ascoltare reciproche posizioni". "I risultati - ha detto al termine del colloquio - mi permettono di dire che le due chiese possono lavorare insieme attivamente difendendo il cristianesimo in tutto il mondo e con piena responsabilità affinché non ci sia più guerra e ovunque la vita umana sia rispettata, perché si rafforzino le fondamente della morale, della famiglia e della persona".

PADRE LOMBARDI: FONDAMENTALE PER IL QUADRO ECUMENICO. "Abbiamo la sensazione di essere arrivati a un traguardo, ma anche a un punto di partenza", ha commentato Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, intervistato sulla pista dell'aeroporto dell'Avana da Tv2000. "La Chiesa ortodossa russa è un tassello fondamentale del quadro ecumenico. Questi segni, che parlano di dialogo e di desiderio di unione, sono estremamente positivi: speriamo che la strada da percorrere sia molto fruttuosa, di amicizia e testimonianza di fede. Il mondo di oggi ha bisogno del Vangelo".

INIZIA LA VISITA IN MESSICO. Come in passato con Giovanni Paolo II, che è stato in Messico cinque volte cinque volte, e in misura minore con Benedetto XVI, che ha visitato il Paese solo una volta, i messicani hanno dato un caloroso benvenuto al Papa giunto da Roma dopo la breve ma storica scala di poche ore a Cuba. Al suo arrivo all'aeroporto di Città del Messico  una banda di mariachi ha suonato 'Cielito Lindo', mentre sotto l'aereo è stato posizionato un tappeto rosso dove il Papa era atteso da Peña Nieto e sua moglie Angelica Rivera. Il santo padre, una volta scese le scale, ha salutato e stretto la mano al presidente, mentre quattro bambini vestiti in costumi tipici gli hanno consegnato una scatola con terreno dei 32 stati del Messico per la benedizione. Poi, diversi artisti messicani hanno eseguito la canzone 'Luce', che fa parte di un disco a scopo benefico.
Il Papa ha infranto il protocollo quando si è avvicinato alle transenne  installate vicino alla pista, gremita di autorità, fedeli e giornalisti, ha baciato un bambino malato e ha indossato  un cappello da cowboy che gli ha prestato uno dei musicisti. Francisco Peña Nieto e Rivera hanno avuto un incontro privato in aeroporto con il pontefice che ha preso la papamobile per andare alla Nunziatura Apostolica, accompagnato dalla lunga scia di luce prodotta dai telefonini delle migliaia di fedeli disposti lungo tutto il percorso.
Il programma della visita inizia oggi con una cerimonia ufficiale presso il Palazzo Presidenziale, dove sarà accolto da Peña Nieto con onori di Capo dello Stato e dove terrà il suo primo discorso. In seguito si incontrerà con i vescovi messicani nella cattedrale metropolitana di Città del Messico e presiederà una messa vespertina nella Basilica di Guadalupe, patrona del paese.

Francisco Peña Nieto e Rivera hanno avuto un incontro privato in aeroporto e poi Francisco ha preso la papamobile per andare alla Nunziatura Apostolica, dove è arrivato alle 20.55 ora locale.

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  • redazione web
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