Sabato 30 Luglio 2016 - 20:15

Papa: Non si vince l'odio con più odio

Il Pontefice alla veglia di preghiera a Cracovia con un milione e 600mila giovani

Papa: Non si vince l'odio con più odio, niente giustifica versare il sangue di un fratello

"Non ci metteremo a gridare contro qualcuno, non ci metteremo a litigare, non vogliamo distruggere. Noi non vogliamo vincere l'odio con più odio, vincere la violenza con più violenza, vincere il terrore con più terrore. E la nostra risposta a questo mondo in guerra ha un nome: si chiama fraternità, si chiama fratellanza, si chiama comunione, si chiama famiglia". Lo ha detto Papa Francesco ai ragazzi della Gmg di Cracovia dopo la veglia di preghiera. Un milione e 600mila giovani hanno seguito il Papa

nel Campus Misericordia, poco fuori Cracovia per la penultima giornata della 31esima Gmg.

Poi ha aggiunto: "Per noi, oggi e qui, provenienti da diverse parti del mondo, il dolore, la guerra che vivono tanti giovani, non sono più una cosa anonima, non sono più una notizia della stampa, hanno un nome, un volto, una storia, una vicinanza. Oggi la guerra in Siria è il dolore e la sofferenza di tante persone, di tanti giovani come il coraggioso Rand, che sta qui in mezzo a noi e ci chiede di pregare per il suo amato paese" risponendo alla testimonianza di una ragazza siriana che ha chiesto di pregare per il suo Paese. "Vi invito a pregare insieme a motivo della sofferenza di tante vittime della guerra, affinché una volta per tutte possiamo capire che niente giustifica il sangue di un fratello, che niente è più prezioso della persona che abbiamo accanto".

 

Prima della veglia di preghiera con i ragazzi della Gmg, Papa Francesco ha attraversato a piedi e mano nella mano con sei giovani provenienti dai cinque continenti la porta santa arrivando fino al palco allestito per lui nel Campus Misericordiae poco fuori Cracovia. Li ha fatti salire tutti sulla papamobile e ha compiuto con loro un lungo giro con loro tra la folla.

VISITA ALLA CHIESA DI SAN FRANCESCO.  "Conservare il mondo e i suoi abitanti nella pace, allontanare da esso l'ondata devastante del terrorismo" ha chiesto il Papa nella  "Preghiera per la pace e la difesa dalla violenza e dal terrorismo", recitata nella visita fuori programma che ha compiuto alla chiesa di San Francesco alle 18, mentre si recava dall'arcivescovado di Cracovia al Campus Misericordiae per la Veglia di preghiera con i giovani. "Signore, ti preghiamo per chi è stato ferito in questi atti di inumana violenza - ha aggiunto -: bambini e giovani, donne e uomini, anziani, persone innocenti coinvolte solo per fatalità nel male. Bergoglio ha chiesto che le famiglie colpite dalle guerre "ritrovino la forza e il coraggio per continuare ad essere fratelli e sorelle per gli altri, soprattutto per gli immigrati". Il Papa ha pregato "tra il fragore e la disperazione del mondo", citando "l'esempio dei beati martiri del Perù, Zbigniew e Michele", riferendosi ai dei due martiri francescani Zbigniew Strzalkowski e Michal Tomaszek, uccisi dai guerriglieri di "Sendero luminoso" il 9 agosto 1991 a Pariacoto in Perù, e beatificati il 5 dicembre 2015 (a Pariacoto) insieme al sacerdote italiano Don Alessandro Dordi, della diocesi di Bergamo. Nella chiesa di San Francesco a Cracovia si venerano le reliquie dei due martiri.

 

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