Sabato 27 Febbraio 2016 - 14:15

Papa incontra Confindustria: No a compromessi per sete di guadagno

Non "calpestate la dignità della persona" in nome di "tristi egoismi" ha sottolineato Bergoglio: persona al centro dell'azienda

Papa Francesco

 No a "scorciatoie, raccomandazioni, favoritismi e facili compromessi". Non "calpestate la dignità della persona" in nome di "tristi egoismi" e "sete di guadagno". Papa Francesco non ha usato mezzi termini con Confindustria, per il primo incontro della storia dell'associazione con un Pontefice: la persona deve essere messa al centro dell'azienda.

"Siete chiamati a tutelare la professionalità e al tempo stesso a prestare attenzione alle condizioni in cui il lavoro si attua", ha detto. La legge suprema sia in tutto "l'attenzione alla dignità dell'altro". "Sia questo orizzonte di altruismo a contraddistinguere il vostro impegno: esso vi porterà a rifiutare categoricamente che la dignità della persona venga calpestata in nome di esigenze produttive, che mascherano miopie individualistiche, tristi egoismi e sete di guadagno".

COINVOLGERE ANZIANI, PRECARI E DISOCCUPATI - Non è mancato, come spesso nel passato, un appello a non abbandonare i "soggetti spesso dimenticati o trascurati" della società, che pure possono e devono dare un contributo importante allo sviluppo delle aziende: gli anziani, i precari, i disoccupati. I giovani, "potenziali lavoratori", che, "prigionieri della precarietà o di lunghi periodi di disoccupazione, non vengono interpellati da una richiesta di lavoro che dia loro, oltre a un onesto salario, anche quella dignità di cui a volte si sentono privati". "Tutte queste forze, insieme - ha commentato Bergoglio - possono fare la differenza per un'impresa che metta al centro la persona".

 

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SENZA RISPETTO LAVORATORE NON C'E' GIUSTIZIA - "Non c'è libertà senza giustizia e non c'è giustizia senza il rispetto della dignità di ciascuno". Ha spiegato il Papa, chiedendo che le imprese che gli industriali italiani rappresentavano tra le mura leonine siano sempre "Aperte a quel significato più ampio della vita, che permetterà di servire veramente il bene comune, con lo  sforzo di moltiplicare e rendere più accessibili per tutti i beni di questo mondo". Un bene comune che faccia da "bussola" per l'attività produttiva, per un'economia "di tutti e per tutti", che non sia "insensibile allo sguardo dei bisognosi".

E' possibile? Secondo il Papa sì, "a patto che la semplice proclamazione della libertà economica non prevalga sulla concreta libertà dell'uomo e sui suoi diritti, che il mercato non sia un assoluto, ma onori le esigenze della giustizia e, in ultima analisi, della dignità della persona".

SQUINZI, SENZA PROFITTO SOLIDARIETA' E' PAROLA VUOTA - Il profitto, però, per il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, è indispensabile se si vuol essere solidali: "I successi su cui sono state costruite le nostre imprese hanno le loro radici più profonde nel lavoro e nel giusto profitto, senza il quale solidarietà è una parola vuota di senso", ha detto, aggiungendo che non esistono "risposte immediate" delle aziende a grandi quesiti planetari, solo un "bene prezioso": "l'impegno nostro e delle nostre imprese".

Scritto da 
  • Maria Elena Ribezzo
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