Domenica 02 Aprile 2017 - 10:30

Papa in Emilia tra i terremotati: Non farsi intrappolare da macerie

Visita del Pontefice a Carpi e Mirandola

Il Papa tra i terremotati dell'Emilia: Non farsi intrappolare dalle macerie della vita

Carpi e Mirandola, due dei luoghi più feriti del terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna nel 2012, accolgono Papa Francesco. Una presenza che "onora l'intera comunità regionale - sottolinea il governatore Stefano Bonaccini -, che tocca nel cuore una terra che grazie alla tenacia della sua gente ha provato immediatamente a rialzarsi e dove, insieme, stiamo completando con efficacia la ricostruzione seguita al sisma".  Il terremoto provocò 28 morti, centinaia di feriti e numerosissimi danni a edifici e aziende. "Per noi ricostruire vuol dire e ha voluto dire salvaguardare i nostri luoghi - afferma Bonaccini - e ricostruire le chiese significa riconsegnare alle nostre comunità una parte importante della loro identità, perché le chiese fanno comunità, al pari di piazze, municipi, scuole. Per questo le vogliamo ricostruire tutte, dalle più piccole alla cattedrale di Carpi, inaugurata proprio sabato scorso". Proprio qui Papa Francesco tiene la Messa e l'Angelus, dopo un intervento del vescovo, Francesco Cavina. Al termine, la benedizione delle prime pietre di tre nuovi edifici della Diocesi di Carpi: la parrocchia di Sant'Agata a Carpi, la Casa di esercizi spirituali di Sant'Antonio a Novi, la 'Cittadella della carità' a Carpi, che ospiterà gli uffici della Caritas. Poi, nel pomeriggio, visita a Mirandola con tappa davanti al Duomo, edificio di culto ancora inagibile dopo il sisma.

"Siamo invitati a decidere da che parte stare. Si può stare dalla parte del sepolcro oppure dalla parte di Gesù. C'è chi si lascia chiudere nella tristezza e chi si apre alla speranza. C'è chi resta intrappolato nelle macerie della vita e chi, come voi, con l'aiuto di Dio solleva le macerie e ricostruisce con paziente speranza", le parole di Papa Francesco nell'omelia.

Sono 118 le chiese riaperte in regione (su 54 si intervenne nei mesi successivi alle scosse per garantire lo svolgimento delle funzioni in ogni comune colpito dal sisma e altre 64 sono state inserite nel Piano delle opere pubbliche e dei beni culturali). In tutto sono stati 294 gli edifici religiosi danneggiati dalle scosse del 2012 e ora proseguirà con i lavori (sono stati già finanziati interventi per 267 milioni di euro, con le Diocesi dirette responsabili della progettazione, realizzazione e scelta di quelli prioritari). 

Dal Papa, sostiene il sindaco di Mirandola, Marino Benatti, vorremmo essere ricordati "come coloro che, vivendo una drammatica situazione, con la solidarietà di tanti, hanno capito che il prima passo stava a noi. Lo abbiamo fatto".

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  • redazione web
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