Venerdì 22 Luglio 2016 - 13:00

Papa: Monache di clausura usino con prudenza i social network

Il pontefice ammonisce i monasteri: Non arruolino candidate straniere per riempire i conventi vuoti

Papa Francesco: Le monache di clausura usino con molta prudenza i social network

Usare la tecnologia e i social network per formarsi e rapportarsi con il mondo, ma anche con prudenza. Questo l'invito di Papa Francesco alle monache di clausura nella Costituzione Apostolica 'Vultum Dei quaerere' sulla vita contemplativa femminile: il Pontefice, infatti,  invita a usare i mezzi di comunicazione con "prudente discernimento". "Nella nostra società - scrive Francesco - la cultura digitale influisce in modo decisivo nella formazione del pensiero e nel modo di rapportarsi con il mondo e, particolarmente, con le persone. Questo clima culturale non lascia immuni le comunità contemplative. Certamente questi mezzi possono essere strumenti utili per la formazione e la comunicazione, ma vi esorto a un prudente discernimento affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessari".

MEDIA NON SERVANO PER EVASIONE.  "Nella nostra società la cultura digitale influisce in modo decisivo nella formazione del pensiero e nel modo di rapportarsi con il mondo e, particolarmente, con le persone. Questo clima culturale non lascia immuni le comunità contemplative. Certamente questi mezzi possono essere strumenti utili per la formazione e la comunicazione, ma vi esorto a un prudente discernimento affinché siano al servizio della formazione alla vita contemplativa e delle comunicazioni necessarie, e non occasione di dissipazione o di evasione dalla vita fraterna in comunità, né danno per la vostra vocazione, né ostacolo per la vostra vita interamente dedita alla contemplazione" ha precisato il Papa.

NON SI ARRUOLINO STRANIERE PER SOPRAVVIVERE. "Nonostante la costituzione di comunità internazionali e multiculturali manifesti l'universalità del carisma, si deve assolutamente evitare il reclutamento di candidate da altri Paesi con l'unico fine di salvaguardare la sopravvivenza del monastero" ha scritto il Papa.

VITA COMUNITARIA. "Diversamente dagli eremiti, che vivono 'nel silenzio della solitudine' e godono anch'essi di grande stima da parte della Chiesa, la vita monastica comporta la vita comunitaria in un continuo processo di crescita, che conduca a vivere un'autentica comunione fraterna, una koinonia. Ciò richiede che tutti i suoi membri si sentano costruttori della comunità e non soltanto fruitori dei benefici che possono ricevere da essa" ha aggiunto il Pontefice. Una comunità esiste in quanto nasce e si edifica con l'apporto di tutti, ciascuno secondo i propri doni, coltivando una forte spiritualità di comunione, che conduca a sentire e vivere la mutua appartenenza. Solo in tal modo la vita comunitaria diventerà un aiuto reciproco nella realizzazione della vocazione propria di ciascuno".

PREGATE PER RIFUGIATI- Il Papa nella Costituzione Apostolica 'Vultum Dei quaerere' sulla vita contemplativa femminile, ha fatto anche un appello agli uomini e alle donne che si sono dedicati alla vita monastica. "Pregate e intercedete per tanti fratelli- si legge nel documento- e sorelle che sono carcerati, migranti, rifugiati e perseguitati, per tante famiglie ferite, per le persone senza lavoro, per i poveri, per i malati, per le vittime delle dipendenze, per citare alcune situazioni che sono ogni giorno più urgenti".

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