Sabato 09 Aprile 2016 - 16:00

Panama Papers, 'Cameron si dimetta': proteste a Londra

Corteo organizzato a Downing Street sotto lo slogan 'chiudi i paradisi fiscali o dimettiti'

Panama papers, proteste a Downign Street contro Cameron

Sono centinaia le persone che hanno manifestato oggi nel centro di Londra per chiedere le dimissioni del premier britannico David Cameron a seguito di quanto è emerso dai Panama Papers. Con cartelli e cappelli 'panama' i dimostranti si sono raccolti davanti alla residenza ufficiale del primo ministro al numero 10 di Downing Street per chiedere le dimissioni di Cameron. 'Cameron deve andarsene', 'Non ti crediamo più. Dimettiti Cameron' e 'Quello che succede a Panama non resta a Panama', si leggeva sui cartelli, mentre i dimostranti gridavano 'Fuori, fuori Cameron'. Imponente il dispositivo di sicurezza, con numerosi agenti che bloccavano l'ingresso all'edificio.

Cameron affronta una crisi politica dopo che dai documenti è emerso che il padre Ian Cameron, morto nel 2010, mise in piedi nel 1980 un fondo offshore, il Blairmore Investment Trust registrato alle Bahamas. E giovedì Cameron, dopo avere negato per alcuni giorni di avere avuto interessi nei paradisi fiscali, ha rivelato in un'intervista rilasciata a ITV News che lui e la moglie Samantha avevano delle quote per un valore di oltre 30mila sterline nel fondo, quote che poi hanno venduto prima che lui diventasse premier. In quell'intervista il premier sottolineò tuttavia che tutte le transazioni legate al fondo erano state soggette al sistema di tassazione del Regno Unito. Precisamente Cameron ha detto di essere stato titolare, con la moglie, di 5mila titoli del Blairmore Investment Trust registrato alle Bahamas fra il 1997 e gennaio del 2010, cioè quattro mesi prima di insediarsi come primo ministro.

Oggi, intervenendo al forum di primavera del Partito conservatore, Cameron ha riconosciuto di avere commesso degli errori nella gestione delle rivelazioni contenute nei Panama Papers. "Non è stata una grande settimana. So che avrei dovuto gestire questa cosa meglio, avrei potuto gestirla meglio. So che ci sono lezioni da imparare e io le imparerò", ha detto il premier. L'opposizione laburista ha chiesto che Cameron renda questo lunedì una dichiarazione in Parlamento per spiegare in dettaglio i suoi interessi finanziari nel caso. E il leader laburista Jeremy Corbyn oggi ha criticato il primo ministro accusandolo di avere fatto nel corso della settimana una serie di dichiarazioni "in qualche modo confuse".

Nel tentativo di dissipare la polemica, il politico Tory ha annunciato che renderà pubblica la sua dichiarazione dei redditi, anche degli anni passati, il che secondo i commentatori britannici obbligherà tutti gli altri membri del governo e dell'opposizione a fare lo stesso. "Non date la colpa al numero 10 di Downing Street o a consulenti senza nome, date la colpa a me", ha detto oggi Cameron. "Ero arrabbiato per quello che la gente stava dicendo di mio padre. Gli volevo bene e mi manca ogni giorno. È stato un padre meraviglioso e sono orgoglioso di tutto quello che ha fatto. Ma non devo lasciare che questo getti ombra sulla situazione", ha concluso.
 

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