Giovedì 14 Aprile 2016 - 17:15

Panama Papers, da Galliani a Briatore. Ok a inchiesta di Strasburgo

Sono tra i nomi italiani più importanti che l'Espresso pubblicherà domani, venerdì 15 aprile

Panama Papers, il quartier generale di Mossack Fonseca

Emanuela Barilla, Adriano Galliani, il miliardario Stefano Pessina. E poi società riconducibili a Silvio Berlusconi e Flavio Briatore. Sono questi i nomi più importanti che l'Espresso pubblicherà domani, venerdì 15 aprile, in una nuova inchiesta sui Panama Papers, il colossale archivio dello studio Mossack Fonseca. Nell'articolo, il settimanale rivela una seconda lista di italiani con i soldi offshore. Sono 100 in tutto, imprenditori, professionisti, manager di ogni parte d'Italia. Intanto Vladimir Putin ha ribadito che crede che l'intera vicenda sia un complotto degli Stati Uniti.
 

LE ANTICIPAZIONI. Tra le carte panamensi, spiega l'Espresso, emerge tra l'altro il nome della Sport Image international delle Isole Vergini britanniche, una società della galassia di Silvio Berlusconi che una ventina di anni fa finì al centro di un'indagine giudiziaria per i pagamenti in nero ad alcuni calciatori del Milan, da Ruud Gullit e Marco Van Basten. Come amministratori della Sport Image, fondata nel 1989, sono indicati secondo il settimanale Adriano Galliani e altri due manager a quell'epoca targati Fininvest: Giancarlo Foscale e Livio Gironi. Struie invece, è una cassaforte, anche questa creata da Mossack Fonseca, di cui si sono serviti sia il leader di Forza Italia sia Flavio Briatore benché i loro nomi non compaiano direttamente nelle carte panamensi. A metterla a loro disposizione fu l'avvocato britannico David Mills, creatore del sistema offshore da 775 milioni di euro per conto del capo della Fininvest.

L'Espresso ha ricostruito anche gli affari offshore di altri personaggi molto conosciuti dell'economia come Emanuela Barilla, azionista del gruppo del Mulino Bianco insieme ai fratelli Guido, Luca e Paolo. Dalle carte di Mossack Fonseca risulta che Emanuela Barilla ha costituito nel 2014 una offshore con sede alle Isole Vergini Britanniche, la Jamers international. Stefano Pessina, 74 anni, nativo di Pescara, è invece uno dei manager più influenti dell'industria farmaceutica mondiale. Residente a Montecarlo da tempo, Pessina controlla la multinazionale Wallgreens Boots Alliance e il suo patrimonio personale è stato stimato 13,3 miliardi di dollari, inferiore in Italia solo ai Ferrero e a Leonardo Del Vecchio. I Panama Papers rivelano che Pessina, insieme alla compagna Ornella Barra, controlla una offshore con un'insegna quantomeno originale. Si chiama Farniente holding.

INCHIESTA EUROPARLAMENTO. Il Parlamento europeo ha stabilito di creare una commissione di inchiesta sulle informazioni diffuse dai Panama papers, che hanno rivelato casi di sospetta evasione fiscale attraverso la creazione di imprese in paradisi fiscali. "I gruppi politici del Parlamento europeo, in modo unanime a favore della creazione di una commissione di inchiesta sui Panama Papers", ha annunciato il portavoce dell'istituzione, Jaume Duch, in un messaggio su Twitter. La scorsa settimana il gruppo dei Verdi aveva proposto tale misura. La decisione formale, secondo Duch, sarà adottata nella plenaria del 9-12 maggio.
 

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