Domenica 21 Agosto 2016 - 12:00

Palinuro, recuperati i corpi di due dei tre sub scomparsi

Si cerca l'ultimo sub intrappolato a 50 metri di profondità

Palinuro, tre sub dispersi a 50 metri di profondità

Sono stati recuperati dagli speleosub dei vigili del fuoco dei nuclei di Veneto, Lazio e Puglia i due corpi (quelli di Mauro Tancredi e Silvio Anzola) dei tre sub rimasti intrappolati la mattina di venerdì scorso in un cunicolo delle grotte di Punta Iacco a Palinuro, (Salerno).

Il sostituto procuratore Vincenzo Palumbo e il comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, secondo quanto viene spiegato, sono saliti su una motovedetta insieme al medico legale e si sono diretti nell'area vicino alla grotta per effettuare a bordo un primo esame sulla prima salma.

 

Le operazioni di recupero (GUARDA IL VIDEO) sono iniziate questa mattina. Il recupero del secondo corpo è avvenuto a una profondità di 48 metri. Un'operazione complicata, viene spiegato, per la profondità che limita i tempi d'immersione, la larghezza del tratto di accesso che presenta dei passaggi di appena 80 centimetri e per la melma depositata sul fondo che andando in sospensione oscura la visuale. Proseguono ora le ricerche del corpo del terzo sommozzatore disperso. Gli speleosub dei vigili del fuoco, gli stessi che operarono all'interno della Concordia, sono al lavoro dal pomeriggio di venerdì, dopo il primo intervento di soccorso effettuato dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Napoli. Sul posto, coordinano l'intervento il direttore regionale dei vigili del fuoco della Campania Giovanni Nanni e il comandante provinciale di Salerno Emanuele Franculli.

Gli speleosub dei vigili del fuoco hanno effettuato le ricerche all'interno di uno cunicolo alla profondità di circa 50 metri e  - viene spiegato dagli uomini della sala operativa presente sul posto - presuppongono che il corpo del terzo sub, Mauro Cammardella, sia nello stesso cunicolo davanti agli altri. 

L'immersione, sottolineano fonti dei Vigili del fuoco, deve essere "organizzata al millimetro" per non mettere in pericolo anche gli speleosub. La visibilità è scarsa e la presenza di sabbia sul fondale, che se mossa compromette ancora di più la trasparenza dell'acqua, rende difficili le operazioni, anche perché l'aria a disposizione - a quella profondità - non è molta.

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