Giovedì 01 Dicembre 2016 - 09:15

Blitz antidroga, favoreggiatore Messina Denaro tra 7 arresti

L'indagine ha monitorato un canale di approvvigionamento delle piazze di spaccio della città

Mafia, il nuovo identikit di Matteo Messina Denaro

Dalle prime luci dell'alba è in corso un'operazione antidroga dei carabinieri di Palermo che stanno eseguendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia, nei confronti di 7 persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il nucleo investigativo ha monitorato un canale di approvvigionamento delle piazze di spaccio della città, alimentato da un gruppo criminale di Napoli. Tra loro chi agevolò latitanza Matteo Messina Denaro.

L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e Teresa Principato, oltre che dai sostituti Caterina Malagoli e Francesca Mazzocco, è una costola di quella denominata 'Panta Rei' conclusasi nel dicembre 2015 con l'arresto di 38 persone ritenute appartenere ai mandamenti mafiosi di Porta Nuova e Villabate-Bagheria. In particolare, i carabinieri hanno individuato un canale di approvvigionamento di stupefacenti del tipo hashish sull'asse Napoli-Palermo, che serviva a inondare le piazze di spaccio della città. I rapporti tra esponenti di vertice del mandamento di Porta Nuova e un noto pregiudicato 50enne  palermitano, Matteo Cracolici (già favoreggiatore di Matteo Messina Denaro e contiguo all'organizzazione mafiosa e da sempre attivo nello "specifico settore" del traffico di droga tanto da esserne uno dei principali referenti, specie nei rapporti con i fornitori campani) permetteva di avviare una specifica attività investigativa che documentava le condotte illecite e individuava i ruoli dei soggetti arrestati consentendo il sequestro di ingenti quantitativi di hashish.

Cracolici, infatti, supportato da co-finanziatori palermitani, anch'essi legati a consorterie mafiose cittadine, si recava periodicamente a Marano (Na) presso l'abitazione di un insospettabile imprenditore 63enne al quale consegnava somme di denaro nascoste nel doppio fondo della sua autovettura per far poi rientro a Palermo.

ei giorni successivi, il fornitore, tramite un corriere, inviava, a bordo di un veicolo opportunamente modificato e preceduto da un auto 'staffetta', grossi quantitativi di droga verso il capoluogo siciliano che venivano depositati presso un villino sito ad Aspra, nel comune di Bagheria, messo a disposizione dagli acquirenti palermitani.

Quest'ultimi, poi, attesa l'immediata ripartenza dei campani, si recavano presso il residence per il recupero della partita di stupefacente e provvedevano alla successiva distribuzione sulle piazze di spaccio della città. Le indagini hanno evidenziato un sistema collaudato, ritenuto assolutamente sicuro dai soggetti coinvolti. Gli stessi fornitori napoletani manifestavano di avere rapporti ventennali con esponenti palermitani attivi nel traffico di droga e, nel corso di alcune conversazioni, si vantavano persino del fatto che per tutto questo periodo non avevano mai subito un arresto 'E' bello quando ha detto 'uagliò io non ho mai un fermo! Da vent' anni a venire a mo'.
 

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  • redazione web
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