Sabato 04 Novembre 2017 - 18:00

Orlando Bloom alla Festa del cinema: "Bisogna parlare di abusi, è il tema del mio nuovo film"

A Roma per presentare 'Romans', Orlando Bloom ripercorre la sua carriera di attore nelle due grandi saghe di successo "Il signore degli anelli" e "Pirati dei Caraibi"

Orlando Bloom sul red carpet della 12ma Festa del Cinema di Roma

"Ho amato questa storia dalla prima pagina. La sceneggiatura mi ha colpito subito e ho capito che dovevo fare questo film", Orlando Bloom è entusiasta del suo nuovo progetto, che ha presentato questa mattina ad Alice nella città.

L'attore noto per aver interpretato Legolas nel Signore degli anelli e Will Turner nella saga dei Pirati dei Caraibi ha deciso di mettersi in gioco con un personaggio completamente diverso da quelli interpretati in precedenza, meno fisico e più introspettivo. Romans, infatti, è la storia di un uomo che deve fare i conti con la propria insicurezza e l'eredità di un abuso sessuale subito in adolescenza dal fidato prete del paese. "In realtà - spiega Bloom - lo sceneggiatore Geoff Thompson si è ispirato a una sua esperienza personale di abuso. Io ho sentito sulle spalle la responsabilità di rendere giustizia a lui e a tutti coloro che hanno subito la stessa cosa e che portano le cicatrici delle molestie: è stato un ruolo molto impegnativo, ma le sfide mi piacciono, ho capito che c'era la possibilità per scavare più a fondo in un personaggio. In questo film vediamo il danno mentale provocato da un abuso: è qualcosa che non si può aggiustare".

Diretto dai fratelli Ludwig e Paul Shammasian, il film è un evento speciale della sezione della Festa del cinema di Roma dedicata ai ragazzi. "Sono molto contento che Romans sia arrivato qui, - ha dicharato Bloom - penso sia importante parlare di questo tema. E io che lavoro da dieci anni con Unicef so bene che l'educazione dei bambini e dei ragazzi spetta a tutti noi. Non è facile affrontare temi come questo con dei bambini, ma la comunicazione è la chiave, bisogna essere aperti e mandare loro il messaggio che non c'è niente di cui non si può parlare". 

Romans arriva proprio in un momento in cui le molestie sessuali sono al centro delle polemiche a Hollywood. "Il film ovviamente è stato girato tempo fa, ma è interessante che il caso ha voluto che esca proprio ora. Gli abusi sono un atto orribile: in Romans il protagonista è un uomo, ma secondo i numeri sono le donne a essere le prime vittime. E io credo che il modo in cui gli uomini trattino le donne non sia più tollerato dalle nuove generazioni: si stanno alzando in piedi e stanno facendo sentire la prorpia voce". 

 

 

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Ma Orlando Bloom non si è limitato a presentare il suo nuovo film: ad Alice nella città ha incontrato i giovani della giuria e i suoi fan per ripercorrere la sua carriera di attore. Dalla primissima apparizione al cinema nel biopic Wilde fino all'arrivo sul palco di Broadway nei panni di Romeo ("Mi piacciono molto i classici, spero di avere l'opportunità di farne altri"), soffermandosi in modo particolare sulle due saghe che lo hanno portato al succeso.

"Recitare nel Signore degli anelli - ha ricordato l'attore - è l'esperienza più unica e meravigliosa che si possa fare su un set cinematografico. Abbiamo vissuto insieme per 18 mesi circondati dagli splendidi paesaggi della Nuova Zelanda. Eravamo una famiglia. E poi era la mia prima grande esperienza di lavoro e Peter Jackson è stato di grande supporto: lui è fondamentalmente un bambinone che usa il cinema per giocare. Ha una vera connessione con ognuno dei personaggi di Tolkien e ogni cosa apparsa nei film è frutto della sua immaginazione. Una scena molto famosa è quella de combattimento di Legolas contro gli olifanti: alla fine lui scende dalla proboscide e fa un'espressione strana. Me la chiese Peter Jackson espressamente: io non ero convinto, quello sguardo mi sembrava troppo 'umano' per l'elfo che interpretavo, ma lo feci. E al pubblico piacque tantissimo". 

Poi è arrivato il successo che ha cambiato completamente il stile di vita: "L'ultima vacanza che ho fatto nell'anonimato è stata in India: ero insieme agli attori che nel film interpretano gli hobbit nel periodo in cui La Compagnia dell'Anello stava uscendo in tutto il mondo. Noi facevamo finta di niente, è un bellissimo ricordo." "L'anonimato a volte mi manca - ha ammesso - ma non cambierei niente, sono molto grato per tutte le opportunità che la vita mi ha offerto". 

E quando i ragazzi gli chiedono consigli per diventare dei buoni attori, Bloom non esita un momento: "Dovete leggere. La lettura stimola l'immaginazione che è la base della recitazione. E poi, è importante anche la parte fisica. Quando ero in accademia, a Londra, ci portano alla zoo per studiare il comportamento degli animali: io speravo di interpretare la tigre o il leone e invece mi assegnarono la lucertola. Da lì imparai l'immobilità"

Scritto da 
  • Corinna Spirito
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