Martedì 07 Giugno 2016 - 20:00

Terrorismo, fermata 30enne a Brescia: voleva partire per Siria

La donna è italiana e al momento è indagata, espulso il marito di origine tunisina

Operazione antiterrorismo a Brescia: fermata 30enne che voleva partire per la Siria

Operazione antiterrorismo a Brescia, dove una donna italiana di 30 anni è stata indagata per il reato di arruolamento con finalità di terrorismo è stata sottoposta a perquisizione personale e domiciliare. Coinvolto anche il marito, tunisino, in attesa di rilascio del permesso di soggiorno. L'uomo è stato espulso dal territorio nazionale. I due, secondo gli elementi raccolti dalla Digos, sarebbero stati pronti a partire per la Siria. L'operazione che ha portato all'individuazione della coppia era rivolta a indagare sul fenomeno della conversione di giovani donne italiane, legate a soggetti simpattizanti del Daesh (acronimo arabo per indicare l'Isis, Stato islamico).

 Le indagini della Polizia di Stato hanno evidenziato il percorso di radicalizzazione che aveva compiuto la ragazza, con il supporto del marito. La donna, di cui sono state diffuse solo le iniziali (P.S.), aveva iniziato a indossare il niqab completo e a uscire raramente solo per incontrare il marito che dall'inizio dell'anno non frequentava più l'abitazione di famiglia, come è stato riscontrato da servizi di osservazione e pedinamento.

Controllati anche i profili Facebook dei due, da cui sono emerse, spiega la polizia, forme di esaltazione del Daesh e di propensione al martirio da parte di entrambi. Sulla propria bacheca Facebook, utilizzata per comunicare con il coniuge, la donna, dopo essersi mostrata con il niqab integrale di colore nero, scriveva: "Io vivo qui solo con il mio corpo invece la mia anima e il mio pensiero sono in un posto molto lontano...". E ancora: "Oh Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero, e Ti chiedo una morte nel paese del tuo profeta... Il Paradiso il Paradiso il Paradiso giuro che non ce la faccio ad aspettare...". Poi: "... Che Allah ti conceda Shahada (martirio) e un posto nel paradiso". Affermazioni a cui faceva seguito il consenso del marito. La donna faceva poi riferimento esplicito al jihad con frasi come: "... Dio dai la tua gloria ai Mujahedin sul tuo sentiero e falli vincitori sulla terra...".

 

 I due, che non hanno figli, erano sposati con rito islamico dal 2010 e a dicembre 2015 si erano uniti anche con rito civile. Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati vari supporti informatici, su cui sono in corso le indagini, oltre ai documenti validi per l'espatrio intestati alla ragazza e che lei avrebbe potuto utilizzare per raggiungere il sedicente Stato islamico.
 

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  • redazione web
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