Giovedì 15 Settembre 2016 - 15:30

Piacenza, operaio ucciso da un tir a un picchetto

L'uomo ucciso era un egiziano di 53 anni. Sindacato Usb: Scioperi e blocchi per la morte dell'uomo

Operaio ucciso da tir durante un picchetto a Piacenza, autista arrestato per omicidio

Nella notte un operaio della Seam, ditta in appalto della Gls, è morto a Piacenza durante un picchetto davanti ai magazzini dell'azienda logistica per cui lavorava. E' stato arrestato il conducente del veicolo  per omicidio stradale dalla polizia di Stato: si tratta di un italiano 43enne. A dare la notizia è stata per prima l'Usb, l'Unione sindacale di base, che ieri sera aveva subito indetto un'assemblea. L'operaio, iscritto al sindacato, era un egiziano 53enne padre di 5 figli e impiegato nell'azienda dal 2003: è stato travolto e ucciso da un tir mentre scioperava.

Agitazioni e presidi del sindacato sono ancora in corso a Piacenza.

LA MORTE. "È stato assassinato da un camion in corso che ha forzato il blocco", è stata la denuncia dell'Usb. I soccorsi intervenuti sul posto sono stati vani, e per l'operaio non c'è stato nulla da fare. L'autista è stato portato in questura per essere interrogato dal pm di turno: quindi è stato arrestato. L'area è stata transennata per i rilievi di rito, e sul posto sono intervenuti i carabinieri, la polizia di Stato e quella municipale. "Questo assassinio è la tragica conferma della insostenibile condizione che i lavoratori della logistica stanno vivendo da troppo tempo: violenza, ricatti, minacce, assenza di diritti e di stabilità sono la norma inaccettabile in questo settore - hanno dichiarato i sindacalisti Usb - Il picchetto era stato organizzato per discutere del mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato". 

ARRESTATO CONDUCENTE.  L'uomo al volante del tir è stato arrestato per omicidio stradale dalla polizia di Stato. Spiegano dalla questura che le valutazioni sul suo conto passano ora al pm Emilio Pisante della procura di Piacenza. Secondo la ricostruzione della polizia, presente al momento dell'investimento, gli operai e i sindacalisti Usb avevano organizzato un'assemblea all'esterno del magazzino, in via Riva di Montale, chiedendo di essere ricevuti dal presidente del corriere espresso Gls, General logistics systemsMentre una delegazione stava incontrando i rappresentanti delle cooperative in un locale della società, un gruppo di lavoratori attendeva fuori l'esito del colloquio. La questura riferisce che "il lavoratore ucciso si sarebbe allontanato dal gruppo di colleghi in assemblea davanti al magazzino, dirigendosi verso il camion della Gls. L'autista, con in mano le bolle di consegna e chiuso nella sua cabina, lo avrebbe investito probabilmente per disattenzione". Diversa la versione del sindacato di base Usb, a cui il 53enne ucciso era iscritto. Per Usb, "l'autista sarebbe stato incitato a partire da un preposto dell'azienda". Sempre secondo la polizia di Stato alcuni agenti che hanno assistito alla scena avrebbero "tentato di fermare il tir battendo invano sulla carrozzeria, mentre questo partiva a velocità sostenuta investendo il 53enne".

PM: L'OPERAIO È ANDATO VERSO IL CAMION. "C'è stata una manovra molto lenta da parte del camion verso l'uscita e ad un certo punto questa persona è andata verso il camion". Sono le parole del procuratore capo di Piacenza Salvatore Cappelleri, in un audio di Piacenza2,  in merito alla dinamica dell'incidente mortale. Per Cappelleri la tragedia è stata causata "dalla condotta purtroppo di questa persona che è andata verso il camion", e non il contrario come denunciato dal sindacato di base Usb.

RENZI: NON DOVEVA ACCADERE. Non doveva accadere, vicina alla famiglia operaio deceduto. Responsabilità non restino impunite, nessuno può morire manifestando". E' il tweet di Teresa Bellanova, viceministra allo Sviluppo economico, retweettato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi in merito all'incidente mortale dell'operaio egiziano .

 

USB: CONDUCENTE INCITATO A INVESTIRLO. "Il conducente del camion che ha investito e ucciso il nostro lavoratore è stato incitato a forzare il picchetto da un preposto dell'azienda". Così a LaPresse Riccardo Germani, rappresentante sindacale di Usb in Lombardia in merito al picchetto davanti ai magazzini della Gls di Piacenza dove nella notte un operaio egiziano 53enne è stato ucciso. "Gli urlavano di partire, senza pietà, e lui ha schiacciato l'acceleratore investendolo e ammazzandolo", racconta Germani. Gli aderenti al sindacato stanno partendo da diverse città d'Italia per raggiungere il presidio permanente che si è formato a Piacenza, in via Riva località Montale. Alle 11 fuori dai cancelli dell'azienda di logistica si terrà una conferenza stampa. 

LA VITTIMA. Si chiamava Abd Elsalam Ahmed Eldanf l'operaio egiziano morto investito. 'Abdesselem', come lo chiamavano gli amici, muore a 53 anni e lascia 5 figli. Assieme a lui è rimasto ferito, in maniera lieve, un altro facchino. La Gls, contattata telefonicamente, al momento non rilascia dichiarazioni in merito alla vicenda.

BLOCCHI E SCIOPERI.  La Usb ha inoltre dichiarato lo sciopero immediato di tutto il settore della logistica a livello nazionale dalle 5 di stamane alle 5 di domani, venerdì 16 settembre, con il blocco dei magazzini e delle merci, e ha invitato le proprie strutture di fabbrica ad organizzare scioperi e fermate di protesta. A Roma alle 15 è prevista una mobilitazione di Usb e degli iscritti sotto gli uffici del ministero del Lavoro in via Veneto per chiedere un incontro con il ministro Giuliano Poletti. In tutte le principali città italiane si svolgeranno in giornata presidi di protesta sotto gli uffici del Governo. Sabato 17, invece, alle 12 si terrà una manifestazione a Piacenza, luogo della tragedia.  "Abdesselem, pur non essendo un precario, lottava contro la precarietà e per il rispetto degli accordi sottoscritti, a prezzo di dure lotte, tra l'Usb e la Gls. Accordi sottoscritti e costantemente messi in discussione dall'azienda", si legge in una nota del sindacato di Base, che descrive come "incontrovertibili" le responsabilità della General logistics systems per la morte del facchino, che avrebbe "incitato i camionisti dell'azienda a sfondare il picchetto". "Il clima di ricatto e di schiavitù che vige nei depositi della Gls è quotidiano, con la totale complicità di tutte le altre sigle sindacali - sono le parole dell'Usb - Altrettanto incontrovertibili le responsabilità del Governo nella destrutturazione dei diritti dei lavoratori, che sono la vera causa dell'assassinio di Abdesselem El Danaf".

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