Martedì 08 Marzo 2016 - 13:00

Omicidio Varani, vittima sgozzata per non farla gridare

Il racconto di Manuel Foffo: "Già in passato avevo avuto voglia di fare male a qualcuno"

Omicidio Varani, vittima sgozzata per non farla gridare

Luca Varani è stato sgozzato dai suoi aggressori, Manuel Foffo e Marco Prato, prima di essere ucciso e con tutta probabilità il giovane non ha urlato né chiesto aiuto durante le sevizie proprio per le lesioni alla gola. Secondo quanto si apprende diversi tagli avrebbero lesionato le corde vocali senza provocare la morte del giovane, che è stato ucciso da una coltellata al cuore. Quando Foffo, dopo essersi costituito, ha portato i carabinieri nella casa dove viveva ed era avvenuto l'omicidio, i militari hanno trovato il corpo straziato con la lama ancora conficcata nel petto.

Prato sarà sottoposto domani all'interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli dove è detenuto. Secondo quanto raccontato da Foffo e ricostruito dagli inquirenti subito dopo l'omicidio i due amici avrebbero dormito per circa sei ore accanto al cadavere di Varani. Poi, dopo aver lasciato l'appartamento, Prato sarebbe andato in un albergo dove avrebbe tentato il suicidio ingerendo un mix di alcol e barbiturici.

FOFFO: GIA' IN PASSATO AVEVO AVUTO VOGLIA DI FAR MALE A QUALCUNO. "In passato avevo avuto un momento in cui avevo l'intenzione di far del male a qualcuno", ha raccontato Foffo agli inquirenti. Il racconto di Foffo prosegue, durante l'interrogatorio durato oltre cinque ore: "Non so come questa idea maturava tra me e me. Anche se ho avuto il pensiero in passato, lo stesso è rimasto tale e non ho mai pensato che potesse concretizzarsi". Poi aggiunge: "Non mi ritengo capace di aver fatto quello che ho fatto".

Foffo spiega come, dopo due giorni passati con Marco Prato a consumare parte degli oltre mille euro di cocaina che avevano acquistato, i due decisero di uscire di casa per cercare qualcuno da picchiare: "Quando eravamo in macchina non abbiamo portato a termine la nostra intenzione di fare male a una persona perché non abbiamo trovato nessuno - dice Foffo - Lo avremmo forse fatto se avessimo trovato quella persona. Non ricordo quanto tempo girammo in macchina ma so che non abbiamo fatto uso di cocaina durante la nostra uscita. Non ricordo cosa abbiamo fatto o se abbiamo incontrato qualcuno".

Secondo quanto raccontato da Foffo, i due trentenni erano insieme da mercoledì, due giorni prima dell'omicidio "ma non siamo stati sempre soli - dice Foffo - ricordo che è venuto anche un mio amico di nome Alex che avevo conosciuto mesi fa in una pizzeria sulla Tiburtina". In casa "venne anche un certo Giacomo, altro mio amico", dice Foffo che aggiunge: "Quando è venuto a casa eravamo sotto l'effetto di cocaina ma mantenevamo la lucidità. Invece quando è venuto Luca, sia io che Marco eravamo provati dall'uso prolungato di cocaina e quindi non più lucidi".

VOLEVAMO UCCIDERE PER VEDERE CHE EFFETTO FA. "Volevamo uccidere qualcuno". Questo il primo racconto di Manuel Foffo, il trentenne ritenuto responsabile, insieme a Marco Prato, 29 anni, dell'omicidio di Luca Varani.

"Volevamo vedere l'effetto che fa uccidere qualcuno - ha detto Foffo al pm Francesco Scavo che indaga su quanto accaduto - Eravamo usciti in macchina la sera prima sperando di incontrare qualcuno. Poi abbiamo pensato a Luca Varani che il mio amico conosceva".

Secondo il racconto, ritenuto attendibile dagli inquirenti, Varani, 23 anni, studente universitario, sarebbe stato 'scelto', invitato nella casa dove viveva Foffo, e ucciso, quasi per caso, dopo due giorni passati da Foffo e Prato consumando parte di mille euro di cocaina che avevano acquistato.

Scritto da 
  • redazione web
Accedi o registrati per inserire commenti.

Ti potrebbe interessare anche

A hashtag is displayed inside Amazon's Black Friday pop-up space in London

Amazon, black friday a rischio: sciopero 4mila dipendenti a Piacenza

I lavoratori chiedono un miglior trattamento economico. Braccia incrociate da venerdì mattina alla stessa ora di sabato

Funerale Totò Riina a Corleone

Facebook chiede scusa ai Riina: condoglianze rimosse per errore

Dopo la morte del boss sui social erano arrivati post che facevano riferimento al suo spessore criminale

Roma, chiuso il set a luci rosse abusivo nell'antica cisterna romana

Una porta di ferro all'ingresso della struttura ha insospettito la Sovrintendenza dei Beni Culturali

I funerali di Noemi Durini, la sedicenne uccisa dal proprio ragazzo

Femminicidio, 'fenomeno allarmante'. Italiani tre quarti degli assassini

I dati presentati in Commissione dal ministro della Giustizia Orlando. E la maggior parte avvengono tra persone che avevano o hanno un legame affettivo