Martedì 20 Giugno 2017 - 14:00

Caso Varani, Prato morto suicida in carcere: indaga la procura

Domani era fissata l'udienza del processo a suo carico per l'uccisione del 23enne la mattina del 4 marzo 2016

Omicidio Varani, morto suicida in carcere Marco Prato

È morto in carcere questa notte Marco Prato, accusato dell'omicidio di Luca Varani. Secondo quanto si apprende, il pr romano si sarebbe suicidato con un sacchetto di plastica in testa. Domani era fissata l'udienza del processo che lo vede imputato per aver ucciso il 23enne la mattina del 4 marzo 2016 in un appartamento alla periferia est di Roma.

"Non ce la faccio a reggere l'assedio mediatico che ruota attorno a questa vicenda. Io sono innocente", ha scritto Prato poco prima di togliersi la vita, spiegando i motivi per cui aveva deciso di farla finita. Secondo quanto si apprende, nel biglietto il giovane chiede anche di fare in modo che ci sia un medico accanto al padre quando gli verrà data la notizia della sua morte.

LA PROCURA INDAGA PER ISTIGAZIONE AL SUICIDIO. Domani verrà effettuata l'autopsia, anche se gli inquirenti sembrano non avere dubbi sul fatto che si sia trattato di un suicidio: Marco Prato aveva tentato di togliersi la vita anche la notte dopo l'omicidio di Varani, in un albergo vicino a piazza Bologna dove si era fatto accompagnare dall'amico Manuel Foffo, corresponsabile dell'omicidio.
L'esame autoptico e quello tossicologico serviranno a confermare l'ipotesi suicidiaria sulla quale indaga la procura di Velletri. Stamani il pm ha effettuato un sopralluogo nella cella dove è morto Prato.

Nel fascicolo, contro ignoti, la procura di Velletri procede per 'istigazione al suicidio': un atto formale per permettere indagini ad ampio raggio, anche se i pm sono convinti che Prato abbia deciso autonomamente di togliersi la vita.

Le ricerche della procura serviranno anche a verificare e se lo stato di detenzione di Prato fosse compatibile con le sue condizioni psicologiche e fisiche.

L'OMICIDIO DI LUCA VARANI. Prato, come l'amico Manuel Foffo, già condannato con rito abbreviato a 30 anni di carcere, rispondeva nel processo in cui era imputato di omicidio volontario aggravato. Secondo la ricostruzione della procura di Roma, Foffo e Prato "dopo aver fatto entrambi ripetuto uso di sostanze alcoliche e stupefacenti nei giorni antecedenti l'evento", la notte del 3 marzo 2016, erano usciti dalla casa di Foffo, in via Igino Giordani, e avevano "girato in macchina per la vie di Roma alla ricerca di un qualsiasi soggetto da uccidere o comunque da aggredire al solo fine di provocargli sofferenze fisiche e togliergli la vita".  Tornati a casa, all'alba del 4, hanno chiamato Varani invitandolo a recarsi nell'appartamento.

Una volta arrivato nell'abitazione, i due lo "hanno fatto denudare", scrive il pm Francesco Scavo, per ottenere una prestazione sessuale e gli hanno offerto una bevanda con una dose di psicofarmaco che "lo stordiva a tal punto da costringerlo a recarsi in bagno": lì ha avuto inizio l'atroce massacro che si è concluso, due ore dopo, in camera da letto, con la morte di Luca Varani.

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  • redazione web
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