Giovedì 10 Marzo 2016 - 14:45

Omicidio Varani, vittima scelta perché meno in grado di difendersi

Foffo chiede un altro interrogatorio dopo che Prato ha smentito alcune sue dichiarazioni

Omicidio Varani, colpo finale al cuore non fu decisivo

Secondo quanto si apprende in ambito investigativo Luca Varani, il 23enne ucciso nella notte tra venerdì e sabato scorso in zona Collatino a Roma, sarebbe stato scelto dai suoi due aguzzini, Manuel Foffo e Marco Prato, perché ritenuto più debole, sottomesso e disponibile. Foffo e Prato nei tre giorni di festino a base di alcol e droga nell'appartamento di via Igino Giordani avevano chiamato tante altre persone ma solo Varani rispose all'invito nel quale i due gli promettevano denaro in cambio di sesso. Gli inquirenti sono convinti che Foffo e Prato abbiano maturato il desiderio di far del male a qualcuno nei due giorni passati insieme prima del venerdì, giorno in cui massacrarono Varani, forse fomentandosi a vicenda anche sotto l'effetto di litri di superalcolici e 1500 euro di cocaina consumati in 48 ore. 

NUOVO INTERROGATORIO PER FOFFO. Nel pomeriggio Manuel Foffo, reo confesso dell'omicidio di Luca Varani, sarà interrogato per la seconda volta dal pm Francesco Scavo che indaga sul caso. La richiesta è arrivata da Foffo dopo le dichiarazioni di Marco Prato, che ieri, durante l'interrogatorio davanti al gip, ha dichiarato di non avere le responsabilità nell'assassinio attribuitegli da Foffo

Intanto, grazie alle dichiarazioni fornite dagli indagati, continuano ad emergere dettagli sul delitto. Subito dopo l'omicidio di Varani, secondo quanto raccontato, Manuel Foffo e Marco Prato dormirono abbracciati sul letto, a pochi metri dal cadavere. Prato, inoltre, ha detto di aver avuto rapporti sessuali con l'amico nei due giorni precedenti all'omicidio.

COLPO FINALE AL CUORE NON DECISIVO. Il coltello piantato al petto di Luca non sarebbe stato decisivo per provocare la morte del ragazzo. In base ai primi risultati autoptici della procura di Roma, Varani forse morì poco dopo, e in ogni caso, anche senza quell'ultimo fendente il ragazzo non avrebbe avuto scampo a causa delle ferite riportate. Ieri i due indagati per il delitto, Manuel Foffo e Marco Prato, sono stati ascoltati nel carcere di Rebibbia.

Il gip Riccardo Amoroso ieri ha deciso che i due dovranno rimanere in carcere ma ha escluso per i due l'aggravante della premeditazione. Foffo, che ha confessato l'omicidio sabato, e Prato, devono rispondere di omicidio aggravato dalla crudeltà, le sevizie e i futili motivi.

FOFFO ACCUSA PRATO. "Secondo il mio assistito - aveva affermato ieri il legale di Foffo, Michele Andreano, ospite a 'La Zanzara' su Radio 24 - il colpo ferale è stato dato dal suo amico Marco, ma direi che non cambia molto, se vogliamo essere seri e oggettivi".

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  • redazione web
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